Chiusura delle scuole primarie di Tezze e Visnà, la minoranza: “Decisione grave e impattante”

Piera Cescon e la scuola primaria di Visnà
Piera Cescon e la scuola primaria di Visnà

È un tema ancora caldo, in paese, quello relativo alla futura chiusura delle scuole primarie di Tezze e Visnà.

Sull’argomento riceviamo e pubblichiamo la lettera del capogruppo Piera Cescon (in foto) a nome dei consiglieri di minoranza del Comune di Vazzola.

“In mancanza di adeguate politiche sociali,  la presenza degli asili parrocchiali e delle scuole primarie nei nostri piccoli paesi di campagna ha da sempre favorito l’aggregazione sociale di adulti e bambini.

Di fronte al notevole calo demografico, ed all’esodo di molti cittadini verso centri più grandi, che offrono maggiori servizi ed opportunità culturali, l’Amministrazione di Vazzola sembra non avere colto i reali bisogni delle comunità, con una gestione del bilancio e scelte a dir poco discutibili.

La decisione di chiudere le scuole di Tezze e Visnà è giunta a sorpresa: infatti a fronte delle  ripetute domande sul punto formulate dai consiglieri comunali di minoranza nel corso di questi anni, la risposta è sempre stata rassicurante da parte dell’Amministrazione.

La decisione di chiudere le scuole primarie di Tezze e Visnà è una scelta grave, impattante sul tessuto sociale e sull’economia locale; si tratta di una decisione che richiedeva pianificazione e condivisione, cosa che non è avvenuta.

L’Amministrazione comunale in questi anni ha impegnato notevoli risorse di bilancio per progettazioni e per realizzare una rotonda (che considera obiettivo prioritario), mentre avrebbe dovuto impiegarle per completare gli interventi alla scuola di Vazzola, individuata quale polo scolastico delle primarie: non si è provveduto alla collocazione dei pannelli fotovoltaici fondamentali per l’efficientamento energetico, né ad installare un impianto per il ricambio d’aria, fondamentale dopo l’esperienza della pandemia, né alla sistemazione dell’area scoperta per evitare che i bambini portino il fango dentro la scuola, né alla progettazione di spazi aggiuntivi rispetto a quelli esistenti, da destinare ad attività didattiche e mensa più spaziosa.

Qualcuno ha detto che la decisione della amministrazione comunale di accorpare le scuole sarebbe una scelta coraggiosa: dissentiamo.  

Scelta coraggiosa da parte della Amministrazione sarebbe quella di prendere atto della situazione, e di rinunciare a quei progetti, come la rotonda in via Liberazione-via 4 Novembre, economicamente troppo costosi per il nostro Comune, ed utilizzare le risorse per migliorare i servizi per le comunità dei tre paesi al fine di renderli più attrattivi ed interattivi, investendo risorse proprio negli asili, nelle scuole, nel sostegno delle attività commerciali e nelle associazioni, in iniziative culturali e di promozione del territorio, ed in tutte quelle opere volte alla aggregazione sociale, anziché nella progettazione di opere che difficilmente troveranno copertura finanziaria.

Inoltre, per promuovere la integrazione tra diverse etnie è utile comporre le classi in modo eterogeneo, ma non basta: devono essere avviati progetti educativi che coinvolgono tutta la comunità.

Purtroppo la mancanza di chiarezza da parte dell’Amministrazione nei confronti della cittadinanza, e la mancanza di progetti per le sedi che resteranno vuote, non possono che rendere delusi tutti quei cittadini che hanno a cuore il proprio paese.

Chiediamo che l’Amministrazione comunale metta al primo posto i reali bisogni della cittadinanza, cercando soluzioni alternative rispetto alla chiusura delle scuole di Tezze e Visnà, e che la cittadinanza faccia la sua parte per continuare a far vivere, e migliorare  i nostri tre paesi”.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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