La responsabilità sociale è un viaggio, sostenibile

La responsabilità sociale è un viaggio, sostenibile

Secondo alcune correnti filosofiche il modello individualista predominante, estremizzato dalla società moderna a decorrere dall’avvento della società industriale, sarebbe rappresentativo di un sistema prospetticamente portato all’autodistruzione.

Dal lato economico, l’attuale congiuntura economica porrebbe l’individuo a confronto con la forte spinta esistenziale verso la ricerca di un valido compromesso sociale tra una visione ottimistica spiccatamente di matrice borghese (con logica conseguenza nella potenziale ripresa dei mercati) e lo stato depressivo generato da una possibile eternizzazione della condizione individuale di impotenza storica, percepito normalmente dall’uomo nelle fasi di crisi ed emergenza.

Quotidianamente, in parole povere, il singolo sarebbe alle prese con la contraddizione oggettiva tra la realizzazione progressiva dell’evoluzione tecnico-scientifica portata a compimento nel corso degli ultimi decenni, tale oggi da poter garantire condizioni di vita ottimali, e una realtà planetaria recessiva che, di fatto, attraverso il sensibile peggioramento delle condizioni economiche, sociali ed ambientali, produrrebbe effetti esattamente contrari.

Sul versante socio-esistenziale si rileverebbe per contro una serie di cause fondate su un indiscusso predominio culturale del singolo sulla società, associato e mosso al tempo stesso da uno spiccato desiderio di affermazione individuale che prevaricherebbe ogni forma di rapporto sociale.

A lungo andare, privato degli stimoli derivanti dal confronto e dalle relazioni interpersonali, l’individualismo finirebbe con lo svuotarsi dei suoi contenuti positivi rimanendo di fatto narcisismo puro. Tale situazione porterebbe l’uomo verso uno stato assoluto di impotenza e di incapacità di reazione, associato a quella forma di infelicità personale generata dalla solitudine e dal senso di smarrimento dilaganti.

Per l’individuo servono dunque nuovi stimoli culturali in grado di sopperire a questa sorta di torpore esistenziale attraverso la conoscenza diretta, l’accrescimento interiore, l’integrazione con l’ambiente, per gettare le basi di una sostenibilità dello sviluppo, in un ideale connubio tra passato e futuro.

Lo stesso concetto di sviluppo sostenibile trova la sua sintesi nella sua stessa formulazione iniziale, secondo cui è sostenibile quello sviluppo che è in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri.

Ciò finisce, in altri termini, col conciliare due aspetti fondamentali se si considera l’uomo come “essere non individuale”equità sociale e crescita economica.

Durante la Conferenza di Rio de Janeiro del 1992 si è affermato per la prima volta a livello mondiale un principio di sostenibilità legato in modo indissolubile ad una contestualizzazione ambientale dell’uomo, della sua azione e della sua stessa responsabilità, orientata alla ricerca di un punto di equilibrio anche nella distribuzione delle risorse.

Nel suo complesso la sostenibilità ambientale si ricava dunque da un rapporto ponderato tra consumi collettivi della popolazione e risorse disponibili.

Soprattutto, la sostenibilità ambientale acquisita attraverso la conoscenza, la comunicazione e l’integrazione è la sola in grado di traghettare l’essere umano verso un domani generato e garantito al tempo stesso da consapevolezza, responsabilità e condivisione. Passato, presente e futuro sono in quest’ottica accomunati da un denominatore in grado di regolare un progresso integrato che, marciando di pari passo con cultura, ambiente, economia e società è perfettamente in grado di autoalimentarsi producendo ogni giorno nuovi stimoli.

È affascinante come alcune tesi tipiche della filosofia moderna (ad esempio Heidegger) portino in chiave interpretativa il concetto di avvenire in posizione addirittura dominante sul presente, facendo leva sul meccanismo che, nell’ottica della sostenibilità, trasforma il tempo stesso in possibilità, progettazione, impegno, responsabilità.

L’impegno e la responsabilità (individuali e collettivi) coincidono secondo questa tesi con variabili fondamentali per instaurare il necessario collegamento stabile tra pensiero e storia (sia culturale, che sociale, che economica).

Sarebbe tale legame, indissolubile per l’universo sostenibile, a portare l’uomo ad essere in prima persona viaggiatore ed a mettere in condizione gli altri esseri umani di compiere lo stesso viaggio, con la consapevolezza e la responsabilità dell’esperienza.

Interrompere questo processo, per molti versi naturale, coinciderebbe con lo spezzare il legame e compromettere lo sviluppo.

Foto: archivio Qdpnews.it
Autore: Cristiano Corghi – Sistema Ratio Centro Studi Castelli

Total
0
Shares
Articoli correlati