Tutela dei minori, cosa prevede la riforma dello sport

Tutela dei minori, cosa prevede la riforma dello sport

La recente riforma dello sport ha previsto la revisione delle disposizioni normative, già parzialmente operative dal 2014, a tutela della sicurezza e dell’integrità fisica e morale dei giovani sportivi.

Il tema della riforma dello sport è sicuramente uno dei temi di maggior interesse del momento: la scadenza del periodo transitorio e la pubblicazione delle circolari di ITL, Inail e Inps hanno rinnovato l’attenzione verso le nuove modalità di inquadramento e, quindi, di contribuzione, tassazione e assicurazione degli sportivi. Tuttavia, la riforma ricomprende un insieme di ulteriori adempimenti obbligatori, caratterizzati da notevole rilevanza, sia in termini di apparato sanzionatorio, che di gestione operativa delle attività quotidiane di associazioni e società sportive dilettantistiche.

Uno di questi passaggi riguarda la tutela della sicurezza e dell’integrità psicofisica dei minori: dal mese di luglio, infatti, associazioni e società sportive dilettantistiche hanno l’obbligo di identificare e nominare il “responsabile della tutela dei minori”, figura preposta alla prevenzione e al contrasto di ogni tipo di abuso e di violenza, nonché alla protezione dell’integrità fisica e morale dei giovani sportivi.

L’adempimento, in applicazione delle previsioni dei D.Lgs. 36/2021 e 39/2021, riconferma anche l’obbligo per le ASD e SSD di richiedere a lavoratori e collaboratori (compresi i lavoratori autonomi) il certificato penale del Casellario Giudiziale, già previsto dal D.Lgs. 39/2014.

A tal proposito, giova ricordare che, quando fu emanata tale normativa, il CONI e il Ministero di Grazia e Giustizia avevano specificato che la richiesta del certificato trovava applicazione solo in caso di stipula di contratti di lavoro e solo in caso di nuovi contratti; in considerazione del fatto che, nella maggioranza dei casi, i compensi sportivi erano il risultato di rapporti di altra natura, differente da quella di lavoro dipendente o parasubordinato, la norma aveva trovato applicazione, fino all’introduzione della riforma in corso. Un’ulteriore limitazione, che trova applicazione anche attualmente, riguarda la scadenza di tali certificati: nonostante, infatti, siano caratterizzati da una validità di 6 mesi, non risulta necessario provvedere alla revisione periodica del documento, che dovrà unicamente essere presentato in corso di validità in occasione della stipula del rapporto di lavoro; tale disposizione era stata specificata dal Ministero della Giustizia con le note 1 e 2 del 2014.

La richiesta del certificato penale del Casellario Giudiziale può essere presentata online tramite l’apposito sito. Un’ulteriore disposizione relativa all’occupazione di minori nel settore dello sport riguarda, in applicazione dell’art. 16 D.Lgs. 39/2021, la predisposizione di linee guida che le ASD e SSD dovranno osservare per la predisposizione di Modelli Organizzativi e Codici di Condotta a tutela dei minori per la prevenzione di qualsiasi violenza o discriminazione sui minori che svolgono attività sportiva. A far data dal 31.08.2023 la FIGC ha pubblicato le linee guida per l’adozione dei modelli di organizzazione da parte di ASD e SSD, la cui adozione dovrà obbligatoriamente avvenire entro il prossimo 31.08.2024, così come previsto dal già citato art. 16 D.Lgs. 39/2021.

Ultimo aspetto riguarda l’apparato sanzionatorio: l’inosservanza dell’obbligo di richiedere il certificato del Casellario Giudiziario è punita con la sanzione amministrativa da 10.000 a 15.000 euro; l’inadempimento degli obblighi di predisposizione dei modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva è sanzionato secondo le procedure disciplinari adottate dalle Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva e associazioni benemerite a cui le ASD e SSD sono affiliate.

Foto: archivio Qdpnews.it
Autore: Barbara Garbelli – Sistema Ratio Centro Studi Castelli

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