Alcuni scienziati vogliono il lockdown. Zaia ironico: “Forse hanno informazioni a noi ancora sconosciute”

Il tema delle varianti del Covid continua ad essere al centro del dibattito scientifico internazionale e rappresenta il pensiero fisso di chi deve prendere le decisioni che avranno un impatto diretto o indiretto sulla vita dei cittadini.

Nella conferenza stampa di oggi dalla sede della Protezione civile del Veneto, anche il presidente Luca Zaia ha parlato di varianti, ricordando che la sua Regione è stata tra le prime ad affrontare questo argomento in Italia.

“Il 24 dicembre la dottoressa Antonia Ricci (direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie- IZSVe) mi ha annunciato di aver scoperto la variante inglese in Veneto – ha affermato Zaia – Io sono venuto qua a dirvelo. Vi ricordate i commenti del mondo scientifico? Sembrava un alibi per giustificare la tragedia che abbiamo subito a dicembre. Oggi ‘se tutti che parla de varianti’. Oggi se non parli di varianti sei out, non sei neanche alla moda”.

Il governatore del Veneto ha fatto capire di ritenere assurdo che oggi le varianti siano considerate un pericolo mentre quando ne parlava la sua Regione era solo una strategia per pulirsi la coscienza pensando alla situazione dei contagi in dicembre (Oggi la variante inglese in Veneto pesa per il 17-18%).

“Abbiamo visto un sacco di dibattito sul lockdown – prosegue Zaia – Chi sta facendo queste dichiarazioni ha informazioni che noi non abbiamo? È legittimo chiedere questo? Guardate che io non faccio né il catastrofista né l’aperturista. Abbiamo l’obbligo di guardare con obiettività. Però mi sono chiesto tra me e me: ‘se tu sei uno scienziato e dici che bisogna fare il lockdown alla fine cosa rischi?’”.

Il governatore del Veneto si è quindi domandato se è un suo diritto chiedere quali siano gli aspetti scientifici alla base di certe affermazioni rispetto al lockdown.

Zaia è tornato anche sulla vicenda delle piste da sci, sottolineando che per la Regione Veneto, come hanno dimostrato alcune ordinanze restrittive emanate in questi mesi, la salute viene prima di tutto.

Il governatore ha detto che è stato raccapricciante e imbarazzante vedere che l’ordinanza sulle piste da sci, che impone lo stop fino al prossimo 5 marzo, sia stata emanata quattro ore prima della possibilità di aprire gli impianti sciistici.

Il presidente del Veneto ha confermato le parole pronunciate ieri sera, chiedendo che, oltre ai ristori, si debbano risarcire gli imprenditori della montagna che hanno fatto degli investimenti per farsi trovare pronti nel momento della riapertura delle piste da sci.

In ogni caso, sembra che il provvedimento sulla chiusura degli impianti sciistici fino al 5 marzo sia accompagnato da misure economiche per un aiuto agli operatori della montagna consapevoli che la stagione invernale ormai sia da archiviare.

Rispetto al tema dei vaccini contro il Covid, la Regione ha evidenziato che si sta muovendo soltanto nei canali ufficiali, rispetto a vaccini autorizzati, nella massima trasparenza e lontano dall’idea di un mercato nero.

Questi i dati di oggi, lunedì 15 febbraio 2021, sull’emergenza Coronavirus nella Regione Veneto: 3.895.438 tamponi molecolari, 2.898.659 tamponi rapidi, 8.221 tamponi in totale nelle ultime 24 ore, 241 positivi intercettati nelle ultime 24 ore, 321.716 positivi intercettati in Veneto dall’inizio dell’emergenza sanitaria, 24.810 positivi in questo momento, 1.581 ricoverati di cui 148 terapie intensive (3 in meno di ieri) e 1.433 ricoverati in area non critica (5 in meno di ieri), 9.509 morti in totale (11 morti in più di ieri) e 15.298 dimessi.

La percentuale dei positivi al Covid sui tamponi effettuati è del 2,93%.

Si chiude oggi la settimana del farmaco: in 504 farmacie del Veneto verranno raccolti farmaci per 113 realtà territoriali che aiuteranno 65 mila bisognosi.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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