Alle porte della guerra. Viktor, da Belluno al confine ucraino per prendere i suoi parenti scappati dall’invasione russa: “È una settimana che piango”

Quella di Viktor è una storia che in questi nostri tre giorni al confine tra la Polonia e Ucraina abbiamo sentito molte volte: uomini e donne che partono da ogni Paese europeo per prelevare dai confini famigliari e amici scappati dalle città ucraine per portarli quanto più lontano possibile dalla guerra.

L’uomo ha percorso i quasi 1400 chilometri che dividono Belluno da Przemyśl con il cuore in gola per recuperare la sorella e la nipotina scappate da un paese vicino all’aeroporto militare di Starokostiantyniv. In suo aiuto un amico con il quale si è alternato alla guida e che gli ha permesso di compiere solamente le soste fondamentali.

Il nostro incontro è stato totalmente casuale: avevamo appena lasciato la citta di Przemyśl per ritornare in albergo quando abbiamo visto un Multivan Blu con targa italiana accostato lungo la strada.

La provenienza ha subito colpito la nostra attenzione, visto che in questi giorni di italiani ne abbiamo trovati veramente pochi. Siamo scesi e l’uomo ha iniziato a raccontare, trattenendo a stento le lacrime, l’odissea che ha dovuto affrontare: “È una settimana che piango – spiega – perché in Ucraina c’è gente che ha lavorato una vita per ottenere qualcosa e nel giro di poco tempo tutti i sacrifici sono stati distrutti dalle bombe”. 

“Ho amici e altri parenti che sono rimasti nel Paese – continua l’uomo – alcuni per combattere, perché gli uomini dai 18 ai 60 anni non possono lasciare l’Ucraina, altri perché troppo vecchi per affrontare il viaggio. Io le bombe le ho sentite per telefono quando mi chiamavano“. 

Che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sia molto amato dal popolo ucraino è risaputo e dimostrato anche dalla strenua e inaspettata resistenza che i cittadini stanno dimostrando: “Questo giovane presidente – continua – ha fatto più di tutti. In due anni ha costruito strade e fatto molto per il suo popolo. La guerra è iniziata perché dall’altra parte c’è un pazzo, il signor Putin”.

Salito in macchina, prima di continuare la strada verso casa, Viktor prende la nipote, la fa sedere sul cruscotto del Multivan Blu, la guarda e la bacia, prima di ripartire finalmente verso una nuova pace.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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