Processo Banche Popolari, archiviazioni per gli indagati e campi di imputazioni ridotti. Baratto (FI): “Si faccia giustizia”

Un processo, quello nei confronti dei vertici di Bpvi, già iniziato ma nel quale i pm hanno già chiesto l’archiviazione per 21 indagati, di cui 17 membri del consiglio di amministrazione, oltre al Collegio sindacale. Non vi sarebbe stata la consapevolezza, per i pm, da parte dei Cda e del Collegio sindacale della pervasività del fenomeno delle c.d. “Operazioni Baciate” che hanno poi portato al tracollo della banca.

Un altro processo, quello contro i vertici di Veneto Banca, Consoli e Trinca in primi, che ancor prima di iniziare ha visto lo stralcio da 15 a 8 degli indagati rinviati a giudizio e da 8 a 4 dei capi di imputazione. Un ridimensionamento clamoroso quanto a responsabilità, se si pensa che nel processo Bpvi i pm hanno escluso la configurabilità del reato di truffa.

Notizie che hanno scosso le migliaia di risparmiatori e le associazioni coinvolte e che interrogano anche il mondo della politica. Ad intervenire Raffaele Baratto (nella foto), deputato in commissione finanze (FI) da sempre impegnato sul fronte dei risparmiatori: “Alla magistratura veneta – dice Baratto – è affidato un compito straordinariamente importante: fare giustizia di un territorio che è stato pugnalato alle spalle da chi doveva tutelarne il futuro“.

“Le operazioni baciate, la gestione delle banche stesse e la gestione con la quale le si è portate alla rovina non può essere frutto di una ristretta cerchia di dirigenti, bensì di una fenomeno pervasivo, che mi auguro i processi riescano a cogliere e punire – commenta Baratto in relazione alle recenti novità provenienti dai procedimenti giudiziari che hanno escluso la responsabilità di molti vertici e amministratori. –

“Se i Cda non sapevano – continua Baratto – se i Collegi sindacali non sapevano allora c’è da interrogarsi sulla qualità della classe dirigente che finora abbiamo deputato alla gestione dell’economia veneta”.

Non vorrei che al termine di lunghe e faticose indagini – si interroga Baratto – i processi non rendano ragione della realtà storica che migliaia di risparmiatori, hanno invece dovuto subire come vittime conclamate dell’irresponsabilità di coloro ai quali avevano affidato i loro risparmi. C’è una responsabilità sociale chiara che non può non tradursi in una responsabilità giuridica nei confronti di chi aveva affidate le chiavi della ricchezza di questo territorio e l’ha distrutta.
Tutto questo merita una condanna senza appello”.

(Fonte: Raffaele Baratto).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
#Qdpnews.it

Total
0
Shares
Articoli correlati