Barcis, “il corpo di Giulia scaricato lungo la strada e fatto rotolare in un canalone”

Una strada stretta e tortuosa che collega Barcis e Piancavallo, due delle più note località turistiche del Pordenonese. A detta di molti una via poco conosciuta per raggiungere queste località e una strada poco manutentata che d’inverno a causa del ghiaccio viene chiusa al transito. Quei pochi turisti che incuranti dei divieti provano ad avventurarsi a bordo delle auto vengono – molto spesso – recuperati dai Vigili del Fuoco. È in un canalone al lato di questa strada, profondo cinquanta metri che ieri sabato mattina i cani da traccia hanno trovato il corpo privo di vita di Giulia Cecchettin.

A una settimana dalla scomparsa, assieme all’ex fidanzato Filippo Turetta, il puzzle di una vicenda non ancora conclusa inizia tuttavia a comporsi grazie alle serrate indagini coordinate della Procura della Repubblica di Venezia. Le notizie arrivate da Barcis sono quelle che nessuno voleva ricevere: prima il ritrovamento del cadavere di una ragazza e successivamente la conferma che si tratta di quello di Giulia. E così la giovane diventa l’ennesima vittima di femminicidio e il nuovo simbolo di una piaga sociale che in Italia ha visto, dall’inizio del 2023, oltre 80 vittime.

Per tutto il giorno, ieri, la zona è stata blindata e i cronisti tenuti a oltre 5 chilometri di distanza, assieme anche a qualche residente che è stato bloccato durante la sua consueta passeggiata e che ha deciso di stare ad aspettare novità invece di tornare a casa: “Questa storia ha scosso tutta Italia – spiega una di loro – era una ragazza così giovane”.

Lungo la strada turistica di Pian delle More c’è stato un lungo via vai di Carabinieri, Polizia e Vigili del Fuoco. Hanno raggiunto il luogo del ritrovamento anche il papà di Giulia, il medico legale Antonello Cirnelli e il sostituto procuratore di Pordenone Andrea Del Missier.

Ed è proprio dall’esame esterno svolto dall’anatomopatologo che il quadro diventa ancora più inquietante e drammatico. Pare infatti che Giulia sia stata accoltellata più volte fino alla morte e che poi sia stata scaricata a lato della strada e fatta rotolare fino al fondo del canalone. Si tratterebbe dunque della seconda aggressione, questa volta mortale, dopo che sabato sera le telecamere di videosorveglianza della zona industriale di Fossò avevano ripreso Filippo che aggrediva e caricava in macchina l’ex fidanzata.

La vicenda non è ancora conclusa: ora tutti gli sforzi degli investigatori si concentreranno sulla ricerca di Filippo Turetta. Il procuratore Capo di Venezia Bruno Cherchi ha lanciato l’appello al giovane a costituirsi, condiviso da diversi esponenti politici tra cui il governatore del Veneto Luca Zaia e il vicepremier Matteo Salvini.

Le ricerche dell’auto del giovane si stanno concentrando in Cadore ma non è escluso che, dopo aver abbandonato il corpo di Giulia, Filippo possa avere raggiunto l’Austria.

(Foto: Qdpnews.it).
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