Covid, Zaia fa il punto: “Probabilmente è iniziata la fase endemica. Non condivido la discriminazione dei non vaccinati nelle scuole, sì al “modello morbillo””

“Noi abbiamo dati che ci dicono che c’è sicuramente un allentamento delle curve (del Covid)”. Lo ha affermato oggi il presidente Luca Zaia durante la conferenza stampa dalla sede della Protezione civile della Regione Veneto in occasione del bollettino sull’emergenza sanitaria.

L’incidenza dei positivi su 100 mila abitanti a settimana in Veneto è 2.125, l’Rt è 1, il tasso di occupazione delle terapie intensive è 17% mentre nell’area medica è 26%.

Zaia ha ribadito ancora una volta che i vaccini hanno dato una grande mano per affrontare il virus e ha detto che c’è una proiezione delle terapie intensive per le quali è previsto un calo importante.

“Noi dobbiamo prendere atto che siamo davanti a una mole di positivi importanti – afferma il governatore -, che intercettiamo perché facciamo anche molti più tamponi. Ormai tutti diciamo che si conoscono positivi dappertutto. Io non voglio banalizzare l’infezione, che sia chiaro, il rischio c’è sempre perché vediamo le fasce di mortalità, i ricoveri e quanto pesano i ricoveri rispetto alla campagna vaccinale. Chi finisce in ospedale ad età più basse ci finisce perché non si è vaccinato”.

“Io mi sento di dire che è cambiato lo scenario e va cambiata la strategia – continua – Oggi The New York Times dice che Norvegia e Danimarca tolgono le restrizioni. C’è comunque un movimento di pensiero, nei piani di sanità pubblica europei e internazionali, che si sta adeguando più o meno velocemente alle indicazioni dell’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie). Io sono convinto che noi dovremmo pensare di concentrarci di più sui sintomatici, ma non possiamo pensare che da qui all’infinito si continui a correr dietro a tutti i cittadini con il contact tracing”.

Zaia ha detto che sulla scuola andrebbe adottato il “modello del morbillo” presente alcuni anni fa: se una persona prendeva il morbillo, infatti, stava a casa e si metteva in isolamento.

“Quante volte avevo detto che questa sarebbe stata una finta apertura delle scuole? – aggiunge – Questa non è un’apertura perché non c’è una famiglia con un bambino che va a scuola che non abbia avuto il figlio in quarantena o in isolamento. Possiamo dire tranquillamente che una classe su due sia andata in quarantena con i guai per le formule miste (didattica in presenza e didattica a distanza). Se noi avessimo fatto la scelta di aprire dal primo di febbraio, avremmo tolto tutta questa curva di alti e bassi che ha riguardato le famiglie, alla quale si è aggiunta anche la richiesta di fare i tamponi a questi ragazzi”.

Il presidente, parlando di “virus endemico”, ha spiegato che andrebbe fatta la richiesta di avere le “scuole libere” con gli alunni positivi che vanno a casa (aspetto condiviso dai governatori di altre Regioni italiane).

“Io sono estremamente convinto che se le cose continuano ad andare così, il 31 marzo bisogna porre fine allo stato di emergenza – conclude – Siamo arrivati allo spartiacque: se è vero che il virus c’è, è altrettanto vero che gli ospedali non caricano come avevano caricato in altre fasi. Questa fase endemica, che comunque ci aspettavamo, probabilmente è iniziata. Non condivido la discriminazione nelle scuole tra vaccinati e non vaccinati. Oggi siamo chiamati a scrivere delle regole di sanità pubblica che dovrebbero valere per l’infinito”.

Questi i dati di oggi, mercoledì 2 febbraio, sull’emergenza Coronavirus in Veneto: 9.016.563 tamponi molecolari in totale, 16.889.516 test rapidi in totale, 142.124 tamponi nelle ultime 24 ore, 14.190 positivi intercettati nelle ultime 24 ore, 1.181.342 positivi intercettati in Veneto dall’inizio dell’emergenza sanitaria, 208.908 positivi in questo momento, 1.972 pazienti ricoverati in totale per Covid (37 in meno nelle ultime 24 ore) di cui 168 pazienti in terapia intensiva Covid (2 in meno nelle ultime 24 ore) e 1.804 in area non critica (35 in meno nelle ultime 24 ore), 287 pazienti non Covid in terapia intensiva, 13.240 morti in totale (30 in più di ieri) e 28.321 pazienti dimessi dagli ospedali.

La percentuale dei positivi al Covid-19 sui tamponi effettuati è del 9,98%; nelle ultime 24 ore sono state fatte 25.063 vaccinazioni contro il Covid di cui 1.288 prime dosi, 3.679 seconde dosi e 20 mila terze dosi (in totale in Veneto sono state inoculate quasi 10 milioni e mezzo di dosi di vaccini).

L’88,9% dei veneti si è vaccinato contro il Covid: il 32,2% per la fascia 5-11 anni mentre la fascia 50-59 anni è arrivata all’89,1% (è scattato l’obbligo vaccinale per gli over 50 e in Veneto ci sono circa 160 mila over 50 che non sono vaccinati).

Rispetto al dibattito sul vaccino sotto i 5 anni, considerando le nuove curve che riguardano il Covid, Zaia ha detto di sperare che in Italia queste riflessioni non vadano avanti.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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