Turchia, devastante terremoto di magnitudo 7.9: oltre 700 morti e centinaia di feriti. Meloni: “Italia vicina alle popolazioni colpite”

L'epicentro del sisma
L’epicentro del sisma

Un devastante terremoto si è verificato questa notte, alle ore 2.17 italiane, nella parte sud-orientale della Turchia.

Un sisma di magnitudo 7.9 (fonte INGV) ha scosso l’Asia Minore, provocando al momento già oltre 700 morti e più di 600 feriti.

La potente scossa è stata avvertita anche dai sismografi italiani che hanno lanciato inizialmente un allarme tsunami (poi revocato) nelle coste della Sicilia, Puglia e Calabria (con treni bloccati per qualche ora).

Il sisma è stato avvertito distintamente in tutta la Turchia e in Siria, Grecia, Israele, Cipro e Libano.

I principali danni sono avvenuti nella zona di Gaziantep (al confine con la Siria), il cui epicentro è a 30 km dalla città dove edifici e strutture sono state gravemente danneggiate, come ad esempio il castello di Gaziantep, struttura di epoca romana costruita nel terzo secolo, o distrutte dal sisma.

Le operazioni di soccorso continuano: si stima che moltissime persone siano ancora sotto le macerie. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan viene costantemente informato sulla situazione.

“La Protezione Civile italiana ha già fornito la propria disponibilità per contribuire al primo soccorso in seguito al terremoto che ha colpito la Turchia”: lo riferisce Palazzo Chigi nel comunicato con cui la premier Giorgia Meloni ha espresso solidarietà alle popolazioni colpite.

“Il presidente del Consiglio sta seguendo costantemente, aggiornata dal Dipartimento della Protezione Civile, gli sviluppi del devastante terremoto che ha colpito la Turchia, al confine con la Siria. Esprime vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite” prosegue la nota di Palazzo Chigi. 

“Il personale sanitario specializzato in maxi emergenze del SUEM della Regione Veneto, medici e infermieri, è pronto a partire verso le zone colpite dal terremoto. – commenta il presidente della Regione Veneto Luca Zaia – Si tratta di operatori formati per operare con il team USAR dei Vigili del Fuoco, i tecnici del Corpo addestrati per la ricerca e il recupero delle persone sepolte dalle macerie, con il compito di fornire l’assistenza sanitaria alle vittime. La prima squadra è al momento in stand by, pronta a muovere verso le zone colpite, secondo le indicazioni della Protezione Civile nazionale”.

“Esprimo il dolore e la vicinanza di tutto il Veneto alle popolazioni turche e siriane colpite dal devastante terremoto della notte. Se richiesto, siamo pronti ad attivare la nostra Protezione civile regionale per portare aiuto, in coordinamento con quelle che saranno le indicazioni del Dipartimento Nazionale. Le cronache – aggiunge Zaia – ci riportano notizie tragiche di devastazione e di migliaia di morti. E’ una catastrofe di portata mondiale”.

Gli Stati Uniti hanno dato la disponibilità ad inviare “qualsiasi tipo di assistenza” ad Ankara mentre dall’Azerbaigian è già stata inviata una squadra di 370 persone per aiutare nei soccorsi.

Nel frattempo si stanno verificando altre scosse di assestamento (le più forti di magnitudo 5.6, 5.2 e 5.0) che stanno rendendo ancor più difficoltosi i soccorsi.

(Foto: USGS).
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