Export ortofrutta minacciato dalle politiche Ue, summit degli agricoltori di Coldiretti a Berlino

Un’annata in chiaro scuro per l’ortofrutta veneta, settore in contrazione per le influenze climatiche e le problematiche fitosanitarie che hanno determinato un calo produttivo nel 2023 e una riduzione degli investimenti da parte degli agricoltori (-8% della superficie coltivata secondo il report Veneto Agricoltura).

“Il comparto rappresenta un fiore all’occhiello per il Veneto – sostiene Carlo Salvan presidente regionale di Coldiretti – grazie agli imprenditori che in azienda ampliano la gamma di prodotti a seconda della stagionalità e della tipicità, impegnandosi nel raggiungimento di elevati standard qualitativi”.

Sforzi non ripagati dalle follie politiche avviate in Unione Europea a partire dalla direttiva imballaggi che rischia di cancellare dagli scaffali dei supermercati l’insalata in busta, i cestini di fragole, le confezioni di pomodorini addirittura  le arance in rete con un effetto dirompente sulle abitudini di consumo degli italiani e sui bilanci delle imprese agroalimentari.

A denunciarlo a Berlino a Fruit Logistica il presidente della Coldiretti Ettore Prandini presente al summit con gli agricoltori da tutto Europa sul futuro del settore che nel 2023 ha fatto segnare il record storico delle esportazioni arrivando a sfiorare i 12 miliardi di euro, tra ortofrutta fresca e trasformata, in aumento del 12% rispetto all’anno precedente, secondo una proiezione della Coldiretti su dati Istat.

“La scelta Ue in materia di imballaggi – sottolinea la Coldiretti – aprono ad una serie di problemi, dal punto di vista igienico-sanitario, della conservazione e degli sprechi, che potrebbero aumentare anche i costi per i consumatori e per i produttori. Anche se nel corso del negoziato sono stati introdotti miglioramenti grazie alla Coldiretti la battaglia è ancora aperta. Grazie alla manifestazione della Coldiretti a Bruxelles è stata invece ritirata la proposta di regolamento sul dimezzamento dell’impiego di fitofarmaci, che avrebbe colpito uva e pomodoro mentre resta aperta la lotta agli accordi di libero scambio che non garantiscono il rispetto del principio di reciprocità poiché serve che tutti i prodotti che entrano nell’Unione devono rispettare gli stessi criteri sanitari, ambientali e di rispetto delle norme sul lavoro anche minorile”.

Il Belpaese – continua la Coldiretti – è il primo produttore Ue di pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi. E anche per quanto riguarda la frutta primeggia in molte produzioni importanti: dalle mele e pere fresche, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole fino alle castagne”.

“Un valore economico, occupazione e ambientale per il Paese ma anche un sostegno per la salute dei cittadini in una situazione che ha già visto un preoccupante calo del consumo di frutta e verdura – conclude la Coldiretti – sceso sotto la soglia minima di 400 grammi di frutta e verdure fresche per persona, da mangiare in più volte al giorno, raccomandato dal Consiglio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per una dieta sana”.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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