Il governatore Zaia: “Questa è la fase di convivenza con il virus. La morte è dietro l’angolo, ci vuole responsabilità”

Nel punto stampa di oggi, lunedì 20 aprile 2020, il presidente della Regione Veneto ha trattato tanti argomenti diversi, concentrandosi sul tema di quella che ha definito “fase di convivenza con il virus”.

Ufficialmente abbiamo esaurito tutti i magazzini di tamponi – ha spiegato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia – quindi vuol dire che adesso siamo a regime, nel senso che la macchina ha dato i suoi risultati. Siamo andati a zero con le giacenze e quindi adesso tutta quella parte di processazione a disposizione di quei macchinari verrà dedicata alle Ulss che sono più in difficoltà e che, magari, hanno bisogno di fare, pensate al veronese, più tamponi della loro capacità e quindi verranno processati in quel di Padova”.

“Non vuol dire – precisa – che abbiamo spazio per inventarci altre robe: dobbiamo fare in modo che adesso questo spazio che si è creato serva alle altre Ulss del Veneto per essere ancora più performanti. È auspicabile che arrivino donazioni perché la preparazione alla fase due, soprattutto la preparazione della nuova artiglieria per l’autunno, prevede grossi investimenti. L’artiglieria per difenderci dal virus nel momento in cui dovesse tornare in maniera importante. Il virus c’è, non è andato via. Abbiamo già 55 milioni di euro raccolti: grazie a tutti quelli che hanno donato, quasi 35 mila persone, e grazie a tutti quelli che hanno intenzione di donare”.

“Al momento non c’è nessuna decisione – aggiunge il governatore Zaia sul tema della riapertura – Ricordo che il governo è l’unico che ha la competenza per decidere se aprire oppure no. Qual è la posizione della Regione del Veneto? Se il governo, per il tramite anche di una validazione del comitato scientifico, decide che con gradualità, con tutta una serie di attività, che si possa aprire, noi affrontiamo l’apertura con tutta una serie di misure e non prescinde dal fatto che ci sia l’accordo con le due parti”.

“Sto pensando ai lavoratori, quindi ai loro rappresentanti, le parti sociali, e ai datori di lavoro, ovvero le rappresentanze dei datori di lavoro – continua – Questo percorso deve essere fatto assieme, prima viene la salute. Noi non siamo degli irresponsabili, diciamo semplicemente che l’apertura, più che una fase due è la fase di convivenza con il virus che è esattamente quello che hanno fatto tutte le comunità che ci sono passate prima di noi”.

“Qualcuno – conclude – giustamente dice “si potrebbe attendere ancora un po’”. Tutto si può fare, però “un po’” vuol dire che le misure che attuiamo oggi sono esattamente quelle che attueremo tra un po’, perché ci sarà sempre il virus. Si sappia che questa è la fase di convivenza, con tutti i rischi che ha una fase di convivenza. Se dovessimo fare una pubblicità progresso in questa fase dovremmo dire: “Attento che la morte è dietro l’angolo, ci vuole responsabilità”.”

I dati di oggi sull’emergenza Coronavirus nella Regione Veneto sono questi: 260810 tamponi, da aggiungere ai test rapidi, 11658 persone in isolamento (255 persone in meno rispetto a ieri), 16127 positivi (192 più di ieri), 1453 ricoverati (5 in più), 180 terapie intensive (4 in meno), 2117 dimessi, 939 morti negli ospedali dall’inizio dell’emergenza (1112 totali) e 67 i nati.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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