Il presidente dell’Aifa Giorgio Palù spiega il Covid all’Auditorium di Banca Prealpi: “Ora è solo un raffreddore. Sì al richiamo vaccinale in autunno”

Cosa sono il Covid-19 e il Long Covid? E i vaccini? L’Italia ha gestito al meglio l’emergenza? Venerdì all’Auditorium Banca Prealpi SanBiagio di Tarzo il virologo e presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Giorgio Palù ha tenuto una conferenza in cui ha risposto a tutte quelle domande che durante la pandemia sono sorte nella maggior parte dei cittadini.

Intervista al prof. Giorgio Palù – Video di Monica Ghizzo

La pandemia da Covid oramai sembra solo un ricordo, ma in tanti si chiedono se l’Europa e l’Italia abbiano gestito al meglio l’emergenza mondiale. La paura di un possibile ritorno e di un nuovo lockdown rimane ad altrettanti cittadini. Per questo motivo, Banca Prealpi SanBiagio ha voluto fortemente un incontro gratuito e aperto a tutta la cittadinanza con Palù, con l’obiettivo principale di eliminare tutti i dubbi sorti nell’ultimo triennio.

“Dopo tre anni di paure, volevamo saperne un po’ di più da qualcuno che ha vissuto la situazione e il suo sviluppo con tutti gli elementi sotto mano, arrivando a delle conclusioni – ha spiegato il vicepresidente di Banca Prealpi SanBiagio e presidente di NoixNoi Flavio Salvador (nella foto di copertina con Palù) -. Il professor Palù era la persona più adatta ad esporre questa situazione dato che l’ha studiata approfonditamente. Chi meglio di lui poteva aprirci una finestra sulla realtà, al di là di quello che avevamo sentito sui mezzi di comunicazione dove parlavano un po’ tutti senza l’esperienza necessaria?”.

Il prof. Palù durante la sua lectio all’Auditorium di Banca Prealpi SanBiagio

Molti gli argomenti che Palù ha esposto durante la conferenza, davanti a un pubblico attento che ha gremito la sala. Il presidente ha iniziato la sua presentazione illustrando cosa sono e da dove nascono i coronavirus, per poi ripercorrere la storia della pandemia, dal pipistrello ai cinesi fino ad arrivare a lockdown, vaccini e Long Covid.

L’inizio della pandemia

“I coronavirus sono noti dagli anni ’60 circa – ha spiegato Palù -. All’epoca causavano solamente un raffreddore o sindromi delle vie respiratorie ed erano presenti in quasi tutti gli animali. I primi due coronavirus di interesse umano arrivano dal pipistrello e dal topo (Alphacoronavirus e Betacoronavirus). Nel 2002 siamo venuti a conoscenza del virus della Sars, partito dalla provincia cinese del Guangdong. La sua origine è nel pipistrello, mentre l’ospite intermedio è la civetta delle palme. Nel 2012 appare la Mers in Arabia Saudita, e il suo ospite intermedio è il dromedario”.

Era il 31 dicembre 2019 quando la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan, in Cina, segnalò all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) numerosi casi di polmonite a eziologia ignota in città. Pochi giorni dopo, il 10 gennaio 2020, i ricercatori cinesi depositarono la “carta di identità” (sequenza dell’RNA virale) nel database internazionale: il SARS-CoV-2, diverso da tutti i virus conosciuti sino a quel momento. Il 20 gennaio venne confermato che il nuovo coronavirus si trasmette da uomo a uomo e tre giorni dopo, dati i troppi casi, parte il lockdown a Wuhan. Il 21 febbraio in Italia venne identificato il “paziente zero”, un 38enne di Codogno, e partono diversi focolai. L’11 marzo l’Oms dichiara lo stato di pandemia.

Il pubblico nella sala dell’Auditorium

Mascherine e guanti non bastano più: bisogna chiudere tutto. Tra le caratteristiche del nuovo virus ci sono l’alta contagiosità e la tendenza a correggere gli “errori” durante la replicazione. “All’inizio non conoscevamo il virus, era nuovo e non sapevamo come comportarci – ha continuato Palù -. La gente moriva per assenza di capacità respiratoria e trombosi. Il SARS-CoV-2 ha caratteristiche che lo rendono molto più capace di contagiare l’uomo, ricordando però che non è il più contagioso: è il virus della varicella quello più contagioso. Ha inoltre un enzima in grado di riparare gli errori che avvengono normalmente nella replicazione dei virus a RNA, ma muta dalle cinque alle dieci volte meno rispetto ad HIV e al virus influenzale, consentendoci di trovare un vaccino efficace”.

“Oggi? Un semplice raffreddore”

“Mai nessuna pandemia aveva superato i due anni e mezzo – ha aggiunto Palù -. Oggi conosciamo meglio il SARS-CoV-2: la mortalità è scesa allo 0,1%, è un virus endemico sempre presente e simile a un raffreddore. L’incubazione è di circa due giorni. Non credo che ci saranno nuove restrizioni. Adesso è importante la prevenzione, basata sulla conoscenza. Sono quindi fondamentali i vaccini. Le dosi però, durante l’emergenza, non hanno seguito la scienza, ce la siamo dimenticati: era necessario fare la seconda dose dopo un mese e la terza dopo 6 mesi o un anno. La nuova campagna vaccinale ora va fatta in autunno con quella dell’influenza, una volta all’anno ed escludendo i minorenni. Il Long Covid esiste, è una conseguenza cronica post pandemia dove i sintomi prevalgono nel 50% dei casi. Ad oggi non conosciamo ancora una cura.

Non nascondo che non è stata fatta una comunicazione efficace – ha proseguito il presidente dell’Aifa -. Era fondamentale uno scambio di dati, partendo dalla Cina. Servivano inoltre delle linee guida date dal Ministero, non dalle singole Regioni o dai Comuni. Investire nella virologia vera, sulla ricerca di base: dobbiamo innovarci. Se non impariamo dalle calamità, abbiamo perso un’occasione per fare progresso. Dobbiamo essere pronti a tutto, guardando meno televisione.

Gli omaggi di Banca Prealpi SanBiagio al prof. Palù

La cosa importante ora è mantenere alta la guardia soprattutto per i soggetti anziani e gracili, esposti a tutte le infezioni, non solo quella da SARS-CoV-2” ha concluso Palù.

Chi è Giorgio Palù

Laureato in Medicina e Chirurgia col massimo dei voti, Giorgio Palù è Fellow of the European Society of Clinical Microbiology and Infectious Diseases (FESCMID) per “eccezionali meriti scientifici”. È professore emerito di Microbiologia e Virologia, dopo esserne stato ordinario, pro-rettore dell’Università di Padova, preside della facoltà di Medicina e Chirurgia, direttore del Dipartimento di Medicina Molecolare, della Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e del Dottorato in Molecular Medicine all’Università degli Studi di Padova, nonché direttore della Divisione di Microbiologia e Virologia Clinica all’Ospedale Universitario di Padova.

Attualmente ricopre il ruolo di professore aggiunto in Neuroscienze e in Scienze e Tecnologia alla Temple University di Philadelphia; è scientific advisor dell’Institute of Human Virology di Baltimora, membro del roster of ECDC Experts di Stoccolma, esperto dell’EMA per vaccini e farmaci antivirali, Guest Professor of Molecular Medicine all’Università di Ulm.

È stato consulente scientifico della Regione Veneto per l’emergenza COVID-19 e del Governo croato, nonché membro del Comitato tecnico scientifico nazionale (Presidenza Consiglio dei Ministri) per l’emergenza COVID-19. È consigliere scientifico del Ministro per lo Sviluppo Economico e presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), oltre ad essere membro del Comitato per il coordinamento scientifico della rete Italiana per la preparazione alla gestione delle emergenze pandemiche (RIPREI).

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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