Il Veneto vince la battaglia sulle mascherine, ora si punta ai termoscanner in tutti gli edifici scolastici

Sull’utilizzo delle mascherine in classe alla fine è prevalso il buon senso”, dichiara l‘assessore regionale all’istruzione e formazione del Veneto, commentando la decisione assunta su indicazione del Comitato tecnico scientifico.

Non solo sotto l’aspetto della salute dello studente, ma anche sotto l’aspetto della didattica – aggiunge – la mascherina è incompatibile con la comunicazione tra docente e studente e non contribuisce affatto a creare un clima di empatia in classe”.

“Bene quindi che il Cts ieri sera abbia corretto la rotta – prosegue la referente delle politiche per la scuola in Veneto – Resta il nodo trasporti perché la mediazione raggiunta della capienza all’80 per cento dei posti è ingiustificata e inapplicabile e creerà solo complicanze nella gestione dell’importante flusso di studenti, soprattutto nelle scuole superiori. Il governo deve inoltre trovare le risorse per aumentare il servizio, posto che in tempi così brevi sarà anche difficile trovare mezzi e autisti”.

Tra i problemi aperti per la ripartenza della scuola resta anche quello della misurazione della temperatura in ingresso per studenti, docenti e personale scolastico. “Propongo l’installazione di termoscanner in tutte le sedi scolastiche – dichiara l’assessore del Veneto – così come già avviene negli uffici pubblici, negli aeroporti, in alcune grandi aziende. Affidarsi alla misurazione a casa da parte delle famiglie è chiaramente inattendibile. La soluzione più logica, veloce ed efficace non può che essere quella di installare alle porte di ingresso delle scuole apparecchiature per il rilevamento automatizzato della temperatura. Costa troppo? Invece di spendere inutilmente milioni per l’acquisto di banchi con lo rotelle che non serviranno a nessuno, il governo investa su questi dispositivi, attendibili e funzionali”.

(Fonte: Regione Veneto).
(Foto: web).
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