La ripresa delle scuole in Veneto? Donazzan: “Per noi, se ci sono le condizioni di sicurezza, anche a giugno”

“Il Ministero dell’Istruzione sta creando confusione, anche nelle Regioni. Noi, invece, riteniamo che, se ci sono le condizioni di sicurezza, i ragazzi possano tornare a scuola anche, perché no, a giugno”.

Sono queste le parole proferite da Elena Donazzan, assessore regionale alle Politiche dell’istruzione, in merito al tema, tutto aperto, della ripresa delle scuole.

Una questione che, secondo Donazzan, il Ministero dell’Istruzione non starebbe gestendo adeguatamente: “Non è stato detto quando e come avverrà il ritorno a scuola e sono preoccupata dell’approccio avuto dal Ministro dell’Istruzione“.

Un mancato ritorno sui banchi che, secondo l’assessore regionale, andrebbe a intaccare il servizio delle mense, considerata la totale assenza del tempo pieno scolastico e, di conseguenza, lo stato economico di diversi lavoratori.

“Dire alle famiglie che si rinuncerà del tutto al tempo pieno, – chiarisce Donazzan – significa cancellare il servizio mensa, cosa che ha un impatto economico, per i lavoratori e per le famiglie”.

Ma tutta la questione presenterebbe un vero “problema in prospettiva” in merito al futuro delle scuole in Veneto, aggiunge senza mezzi termini l’assessore regionale, la quale ha ribadito “l’assenza e il caos generato dal Ministero”.

Scuola e impatto economico, inoltre, si legano alla questione della cassa integrazione dei lavoratori, il cui iter burocratico, così come pensato dal Governo, sottoporrebbe le pratiche a delle lungaggini dovute a un rimbalzo tra Stato e Regioni, ha poi precisato l’assessore regionale.

A tal proposito Donazzan suggerisce una ricetta consistente nella presenza di un unico ammortizzatore sociale, l’Agenzia delle Entrate, incaricata di pagare tutte le imprese, in maniera tale da da mettere le aziende nella posizione di poter continuare a pagare i lavoratori, seppure in forma ridotta.

“Il sistema attuale di ammortizzatori sociali è sbagliato – rimarca Donazzan – e non aiuta i lavoratori e l’impresa, ci sono troppi doppi passaggi perché non riescono a pagare subito. Conte aveva detto che per il 15 aprile sarebbero stati tutti pagati, ma così non è stato”.

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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