“Leaves, come le foglie. Mezzo secolo di donne al manicomio”: al via domani a Venezia una mostra che farà emozionare e meditare

Quante donne sono entrate in manicomio a Venezia nella prima metà del Novecento? E quanta parte della loro vita vi hanno trascorso, o perduto? Dalle buste dell’Archivio Storico degli Ospedali Psichiatrici veneziani riaffiora la storia di oltre diecimila donne ricoverate nelle isole di San Clemente e di San Servolo dal 1900 al 1950.  

Di loro sono rimasti alcuni fogli di cartelle cliniche, assai scarni: documenti conservati nell’Archivio Storico dell’isola di San Servolo, di proprietà della Città metropolitana di Venezia.

San Servolo srl, società in house della Città metropolitana di Venezia, ha promosso e sostenuto questa mostra destinata ad emozionare e a far meditare. Le celebrazioni dell’8 marzo sono infatti occasione per riflettere e per guardare più da vicino le storie di queste figure femminili dimenticate, delle quali – nei lunghissimi giorni vuoti che possiamo contare – restavano solo il nome, unica proprietà, e l’età al momento dell’ingresso: il tempo, dopo, si fermava.

Contare i giorni di permanenza in ospedale, censire per ognuna il nome, l’età al momento dell’ingresso e, in caso di morte, l’età alla morte, è l’idea su cui si basa questa esposizione, o meglio questa installazione, curata dalla psichiatra Maria Cristina Turola e dal suo gruppo.

Le donne sono rappresentate tutte insieme in un grande albero orizzontale in cui ognuna di loro è una foglia e un nome, con un impatto visivo ed emotivo forte: migliaia di foglie disposte lungo le pareti, verdi per le donne dimesse e marroni per quelle morte; le diverse gradazioni di colore rappresentano l’età al momento del ricovero.

L’Archivio Storico di San Servolo, collocato nella parte monumentale dell’isola veneziana, ordinato, inventariato e disponibile alla consultazione, è uno dei più antichi e ricchi archivi manicomiali. La documentazione sanitaria comprende oltre 50 mila cartelle cliniche, appartenenti a uomini, donne e bambini, ordinate cronologicamente dal 1842 al 1978, in gran parte dotate di fotografia identificativa. Basta aprire una di queste cartelle perché emergano le storie delle persone, i loro volti, le annotazioni dei medici che le curarono, a volte lettere, disegni, biglietti. Sono in molti i visitatori che lo frequentano per motivi di ricerca storica, scientifica o familiare.

La mostra sarà inaugurata domani, sabato 4 marzo, alle ore 11.00, preceduta da una breve presentazione in cui interverranno, oltre alle autorità, Luigi Armiato responsabile dell’Archivio storico dell’isola di San Servolo, Maria Cristina Turola, Curatrice della mostra, Maria Bianco, Direttore della UOC (Unità Operativa Complessa) di Psichiatria di Venezia e Chioggia, Silvana Marzagalli, Presidente dell’AITSAM (Associazione Italiana Tutela Salute Mentale) di Venezia Centro storico e Isole e vicepresidente nazionale, Moreno De Rossi, Direttore del Dipartimento di salute mentale (DSM). La mostra si svolge con il patrocinio dell’associazione nazionale Mente in Rete.

(Foto: San Servolo – Servizi metropolitani di Venezia).
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