“Lezioni di Criminologia in tempo di pandemia”, il nuovo podcast di Qdpnews.it con l’avvocato Danilo Riponti: “Con il Covid aumentati i reati efferati”

Criminologia e Pandemia il nuovo podcast di Qdpnews.it e dell'avvocato Danilo Riponti
Criminologia e Pandemia, il nuovo podcast di Qdpnews.it e dell’avvocato Danilo Riponti

“Nel periodo pandemico si è parlato molto di economia, di sanità e di salute. Ma si è parlato troppo poco dei disagi personali psichici, neurologici, psicologici e psichiatrici che spesso si sono dimostrati concausa rilevante di fatti criminosi di estrema gravità”.

Con la pandemia sono aumentati i reati efferati e poco spiegabili

Questo è uno dei motivi che hanno spinto Danilo Riponti, avvocato penalista e docente di Criminologia all’Università di Trieste, a iniziare la serie di “Lezioni di Criminologia in tempo di pandemia”, proprio trattando il tema dei disturbi mentali  collegati alla pandemia, alle misure antipandemiche e al Long Covid: “È evidente come con la pandemia siano aumentati i reati efferati e poco spiegabili – sottolinea Riponti – ma anche quelli intrafamiliari e colposi”.

La criminologia, una scienza complessa

Prima però di approfondire le conseguenze che la pandemia ha avuto sulla vita sociale delle persone e la correlazione di questa con un possibile aumento dei reati anche gravi è importante capire cosa sia la criminologia: “Questa è una scienza composita, complessa e affascinante che ha raccolto e mutuato saperi da materie complementari”.

“Con il termine criminologia – si legge nel manuale ‘Nuove pagine di criminologia’ di Danilo Riponti e Pier Paolo Martucci – oggi si identifica la scienza sociale che studia i fenomeni criminosi seguendo un approccio multidisciplinare e interdisciplinare. È scienza multidisciplinare in quanto si avvale dell’apporto di molteplici competenze e prospettive fornite da più discipline; interdisciplinare in quanto tale prospettiva deve essere in grado di confrontarsi e dialogare con altri saperi scientifici”.

L’aumento dei reati efferati, degli incidenti stradali e degli infortuni sul lavoro

“Nel periodo pandemico – spiega Riponti – abbiamo potuto assistere a una proliferazione di reati, molto spesso gravi ed efferati nelle loro modalità esecutive”. 

Uno di questi esempi potrebbe collegarsi alla tragica morte di Elisa Campeol, uccisa a coltellate sull’Isola dei Morti a Moriago della Battaglia da un soggetto portatore di disturbi mentali. Nel periodo pandemico, però, non bisogna tralasciare neppure i molti reati intrafamiliari. Riponti invita anche “a riflettere sui reati colposi, sull’esplosione degli incidenti stradali e infortuni sul lavoro con esiti anche mortali che si sono verificati proprio in questo periodo, in concomitanza con i fatti pandemici e le loro conseguenze neuropsichiche”.

Il nostro territorio poco abituato ad eventi di questo genere

“È indubbio che la pandemia abbia segnato le nostre vite in senso economico (creando enormi difficoltà a molte persone), relazionale, istituzionale e sanitario – conclude Riponti -, ma è importante anche capire come il Covid abbia segnato colpito duramente anche la vita della società con eventi drammatici peculiari, soprattutto perché questi fatti si sono verificati anche nel nostro territorio, tradizionalmente poco abituato a eventi di questo tipo.

Criminologia clinica e criminologia sociologica

Sempre nel manuale “Nuove pagine di criminologia”, i due autori spiegano come questa scienza – in linea di massima – si divida in due orientamenti: la criminologia clinica, ovvero quell’indirizzo che studia la criminalità dal punto di vista individualistico e privilegia l’esame della personalità del deviante, applicando anche modelli e strumenti tipici delle scienze mediche e psicologiche, e la criminologia sociologica, ovvero quell’indirizzo che privilegia lo studio delle dinamiche criminali come fatto sociale. La criminologia attuale indaga anche le modalità tramite le quali la società percepisce la devianza e reagisce ad essa influenzandola a sua volta.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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