Occhi puntati sulla marea a Venezia: questa settimana due test di sollevamento del Mose. Ancora “segni” della bassa marea eccezionale

Occhi puntati sulla marea a Venezia
Occhi puntati sulla marea a Venezia

Questa settimana il Consorzio Venezia Nuova ha programmato due test di sollevamento delle barriere del sistema Mose: nello specifico, il test è previsto per oggi venerdì e domenica 12 marzo, dalle ore 9 alle 13, rispettivamente alle bocche di porto di Chioggia e di Malamocco.

Nel frattempo, la bassa marea di Venezia “ha fatto colpo” durante il mese di febbraio.

Di norma la città lagunare è nota, suo malgrado, per il problema dell’alta marea, con eventi ad esempio come quello della notte del 12 novembre 2019, con il fenomeno denominato “Aqua granda” e i suoi 187 centimetri di marea a scapito della città stessa: un fatto che, di conseguenza, aveva posto l’accento sulla necessità di far entrare in funzione il Mose.

Quest’anno, invece, contrariamente alle sue “abitudini”, Venezia ha fatto parlare di sé per il fenomeno inverso, ovvero quello della bassa marea eccezionale, complici le immagini dei canali completamente in secca.

Il fenomeno fu più frequente nell’Ottocento e, nello specifico, dal 1872 a oggi si contano 160 eventi di questo tipo, con livelli che hanno raggiunto fino quota -90 centimetri.

Durante il secolo scorso, invece, l’evento più significativo è stato registrato il 7 febbraio 1989, con un livello minimo sceso a -92 centimetri: alla luce di ciò, se nell’Ottocento erano eventi molto frequenti, oggigiorno sono ritenuti degli eventi eccezionali. Negli ultimi vent’anni l’evento più rilevante si è verificato il 18 febbraio 2008, con una marea scesa a -83 centimetri.

“Si tratta di un fenomeno normale nel mese di febbraio, però quest’anno è stato più accentuato, con basse maree a -50 e anche -70“, ha spiegato un trasportatore il quale ha riferito di essersi ritrovato, in quei giorni, con la barca che toccava il fondale, all’altezza del ponte di Rio del Magazen, nei pressi di Fondamenta dei Tolentini.

Il fenomeno si è verificato specialmente nell’area dall’Accademia verso piazza San Marco. Nonostante il livello dell’acqua si sia alzato rispetto a quei giorni di febbraio in cui i canali erano in secca, lo scorso weekend era possibile notare quanto la marea fosse più bassa del solito, semplicemente facendo caso al segno lasciato sulle mura dei palazzi dall’acqua, indicante i livelli normalmente più alti.

Tutto ciò era visibile, ad esempio, all’altezza di Campo San Maurizio oppure nei canali di Fondamenta de la Malvasia Vecchia.

Secondo gli esperti, questo fatto non sarebbe attribuibile al problema della siccità, recentemente dibattuto a livello nazionale, bensì a un mix di fattori, come la marea astronomica, i venti, le correnti marine e la pressione atmosferica: l’alta pressione, infatti, schiaccerebbe maggiormente verso il basso la superficie marina, che tenderebbe così ad abbassarsi.

Secondo chi lavora con le barche a Venezia (trasportatori e gondolieri), ciò sarebbe invece dovuto anche a un problema di dragaggio e pulitura dei canali.

“Ricordo che mio nonno, gondoliere, mi raccontava che ai suoi tempi, verso febbraio, a causa della bassa marea fosse possibile raggiungere a piedi Pellestrina dall’isola di San Giorgio, ma non mi ha mai riferito che una situazione simile si fosse verificata nei canali interni alla città – ha spiegato lo scorso weekend uno dei gondolieri di piazza San Marco -. Anche se è un fenomeno che di norma si verifica verso febbraio, quest’anno è stato più accentuato. In questi casi, noi sappiamo in quali canali spostarci con la gondola, anche se è un problema di pulizia dei fondali dei canali stessi. Noi ci regoliamo di giorno in giorno”.

In sostanza, in un modo o nell’altro, Venezia riesce sempre a far parlare di sé e il suo “stato di salute” diventa l’occasione per riflettere sui cambiamenti del paesaggio che ci circonda.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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