Siccità, in Coldiretti Veneto il vertice sulla crisi idrica con i consorzi di bonifica

Controllano due terzi del territorio regionale con un sistema di idrovore e infrastrutture che sono cruciali per la difesa idraulica e la gestione dell’acqua. Sono i Consorzi di Bonifica del Veneto e rappresentano lo snodo di materie diverse: agricoltura, ambiente e governo del territorio.

Gli enti consortili sono deputati alla tutela della risorsa idrica attraverso una programmazione ragionata, un compito sempre più difficile se si considerano i cambiamenti climatici, con fenomeni imprevedibili che richiedono soluzioni urgenti.

Per queste ragioni, i vertici dell’associazione che li rappresenta, Anbi Veneto, nelle persone di Francesco Cazzaro e Andrea Crestani, rispettivamente presidente e direttore, insieme agli altri dirigenti di espressione Coldiretti hanno incontrato a Mestre il direttore della Federazione regionale Marina Montedoro.

Dopo la ricerca e innovazione per ristrutturare gli impianti di irrigazione e realizzare strutture per trattenere l’acqua, gli agricoltori puntano alle opportunità date dal PNRR.
In Veneto sono 21 i progetti dei Consorzi di Bonifica ammissibili ai finanziamenti del PNRR per l’efficientamento irriguo: a questi si aggiungono altri 13 progetti finanziabili tramite Fondo infrastrutture irrigue secondo la Legge di Bilancio 2021 (l. 178/2020), per un totale di oltre 300 milioni di investimenti.

I Consorzi veneti sono inoltre impegnati in un Piano strategico di individuazione dei siti ove realizzare nuovi bacini d’invaso, secondo il grande progetto di Coldiretti che mira alla realizzazione, in tutta Italia, di mille invasi utili a trattenere complessivamente 250 milioni di metri cubi di acqua.

La realizzazione di invasi per il risparmio dell’acqua è una necessità non più rinviabile – evidenzia Marina Montedoro – il Veneto recupera solo il 5% della pioggia rispetto ad una media nazionale dell’11%, un dato preoccupante che dimostra quanto bisogno ci sia di investimenti in questo campo“.

“L’incontro – sottolinea Crestani – è stato utile per fare il punto sulla situazione critica che l’agricoltura sta vivendo a causa dei cambiamenti climatici e della siccità che ha portato ad una riduzione media del 50% delle portate dei fiumi e un preoccupante abbassamento delle falde. Il rischio concreto è che la campagna 2022 inizi sotto i peggiori auspici con l’impossibilità per gli agricoltori di ricorrere all’irrigazione”.

Coldiretti ed Anbi continueranno a lavorare fianco a fianco per promuovere iniziative congiunte e sinergiche che portino impatti positivi tanto sull’agricoltura quanto sulla collettività”.

(Fonte e foto: Coldiretti Veneto).
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