Istituito il Comitato di crisi per il Covid. Coprifuoco dalle 22. Chiesta la disponibilità ai veterinari per i tamponi

Comitato di Crisi per il Coronavirus come nuovo strumento per questa specifica fase dell’emergenza individuato ieri dalla giunta della Regione Veneto.

Nell’esecutivo del comitato si trova il dottor Luciano Flor, direttore generale dell’azienda ospedaliera di Padova, il dottor Giuseppe Dal Ben, direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, la dottoressa Simionato, direttore generale dell’Azienda Zero, la dottoressa Patrizia Benini, direttore sanitario dell’Ulss 6 Euganea (in qualità di responsabile e coordinatore dell’area non critica), e il dottor Paolo Rosi, coordinatore del comitato, responsabile del Dipartimento interaziendale funzionale regionale del Servizio Urgenza Emergenza Medica e direttore della centrale operativa Suem 118 dell’Azienda Serenissima (terapie intensive).

Inoltre, fanno parte del Comitato anche la dottoressa Francesca Russo (dirigente Dipartimento di Prevenzione), il dottor Fabrizio Garbin (Direttore Servizi Sociali), l’ingegner Soppelsa (Direttore della direzione protezione Civile), la dottoressa Maria Cristina Ghiotto (Direttore delle cure primarie e delle strutture socio-sanitarie territoriali) e l’ingegner Fattori.

Zaia è tornato sul problema dei contagi domestici e sul ruolo dei medici di base, definiti “anello importante del servizio sanitario regionale”.

È stato dato mandato alla dottoressa Russo per la convocazione anche dei 2.450 veterinari per fare i tamponi ai cittadini.

Continua la pressione sugli ospedali del Veneto in questa nuova fase dell’emergenza Covid con il rafforzamento dell’attività dei Covid Hospital presenti in Regione.

La scorsa notte è stata aperta la terapia intensiva nell’ospedale di Jesolo, mentre per gli ospedali Covid la decisione è stata quella di non svuotarli dai pazienti “non Covid” da un giorno all’altro.

Il governatore Zaia è tornato sul tema del picco dei contagi, previsto per metà novembre, sottolineando che i posti letto e gli ospedali del Veneto sono pronti per affrontare al meglio questo momento.

Questi i dati di oggi, mercoledì 4 novembre 2020, sull’emergenza Coronavirus nella Regione Veneto: 2.381.170 tamponi molecolari (16 mila nelle ultime 24 ore), 65.531 positivi dall’inizio dell’emergenza (2.436 nelle ultime 24 ore), 37.536 positivi in questo momento, 17.284 persone in isolamento (1.009 in più di ieri), 1.193 ricoverati in area non critica (74 in più nelle ultime 24 ore), 155 terapie intensive (7 in più di ieri), 2.478 morti in totale (20 in più di ieri) e 4.930 dimessi (45 da ieri).

Intanto è stato reso noto anche il Dpcm  che entrerà in vigore da domani, giovedì 5 novembre, e scadrà il 3 dicembre. L’Italia, secondo i diversi livelli di rischio, è divisa in tre fasce: gialla, arancione e rossa. La zona gialla, quindi, sostituisce la verde di cui si era parlato fino a questo momento.

Pare che la collocazione delle regioni nelle varie fasce sarà decisa dal ministro della Salute, sentiti i governatori, sulla base di 21 parametri. Tra questi ci sono il numero dei casi sintomatici, i ricoveri, i casi nelle Rsa, la percentuale di tamponi positivi, il tempo medio tra sintomi e diagnosi, il numero di nuovi focolai e l’occupazione dei posti letto sulla base dell’effettiva disponibilità.

Stabilito il coprifuoco dalle 22 alle 5 dove sono consentiti solo spostamenti motivati da comprovate esigenenze lavorative e situazioni di necessità (motivi di salute). Sospese anche le attività delle sale giochi e scommesse.

Le scuole dell’infanzia, elementari e medie svolgeranno le lezioni in presenza, le superiori a distanza.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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