Violenza di genere in adolescenza, Brescacin: “Dati raccapriccianti, serve una cultura del rispetto”

La presidente della V Commissione, Sonia Brescacin

“Alcuni dei dati emersi dall’indagine inedita sulla violenza di genere in adolescenza realizzata in collaborazione tra Save the Children ed Ipsos, all’interno della campagna social #chiamalaviolenza, lasciano senza parole.

Quando, infatti, ben un adolescente su due, ovvero il 52% in coppia, dichiara di aver subìto almeno una volta comportamenti lesivi o violenti, quali essere chiamato al telefono per sapere dove ci si trovava o essere oggetto di un linguaggio violento, con grida e insulti, significa che abbiamo un problema gravissimo”.

E’ quanto dichiara la presidente della V Commissione, Sonia Brescacin, in relazione ai risultati del report ‘Le ragazze stanno bene? Indagine sulla violenza di genere onlife in adolescenza’, realizzata da Save the Children nel giorno che precede San Valentino.

“Perché molto spesso questa violenza, poi, nel corso degli anni, si trasforma in atti di persecuzione violenta che arrivano, poi, fino ad uccidere il proprio partener o la propria compagna. – precisa – Ecco perché dobbiamo lavorare, in ogni sede e livello, per bloccare sul nascere questa drammatica spirale. Sono necessarie iniziative legislative e progetti di forte impatto perché il problema, qui, è drammatico.

Perché la questione della violenza relazionale ci pone la sfida di un’educazione che, anche a livello digitale, insegni come vivere la coppia e le relazioni. Nel più ampio impegno per l’educazione all’affettività, è importante avere persone che sappiano parlare il linguaggio dei ragazzi e conoscano il modo di relazionarsi dei giovani, formando personale preparato e che ci consenta di giungere a patti comunitari ed educanti”.

“L’urgenza di queste azioni è testimoniata dai risultati del report. L’indagine riporta come il 20% degli adolescenti intervistati abbia ricevuto con insistenza la richiesta di foto intime. Poco meno, la stessa percentuale, di essere spaventato da atteggiamenti violenti, schiaffi, pugni, spinte e lancio di oggetti. Dobbiamo quindi ribadirlo sempre: non possiamo stare a guardare né perdere tempo prezioso: la violenza non è e non potrà mai essere amore” conclude Brescacin.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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