West Nile, in Veneto 21 nuovi casi: salgono a 401 quelli confermati. Decessi invariati rispetto alla scorsa settimana

Aumentano di 21 i casi di West Nile registrati e confermati in Veneto. Le persone affette salgono dunque dalle 380 della scorsa settimana alle 401 di quella in corso. Sono questi i dati che emergono dal nuovo bollettino di Sorveglianza delle Arbovirosi, emesso nella giornata di oggi dalla Direzione regionale Prevenzione che ha comunicato anche come rispetto al totale 253 siano i casi di WNF mentre 148 quelli della forma neuroinvasiva WNND. 

Rispetto alla scorsa settimana rimangono fortunatamente invariati a 17 i decessi mentre l’età media delle persone malate è di poco superiore agli 83 anni e il 70,6% di questi sono maschi.

Nella Marca sono 86 i casi confermati (67 di WNF e 19 di WNND). La provincia più colpita del veneto rimane Padova con 165 casi mentre nessun malato è stato trovato in provincia di Belluno.

La febbre West Nile è provocata dall’omonimo virus, trasmesso dalla puntura di zanzare infette all’uomo e agli animali, generalmente equini e uccelli. Come serbatoio di infezione sono state identificate oltre 70 specie di uccelli, soprattutto passeriformi e corvidi, dove il virus può persistere da alcuni giorni a qualche mese. L’80% delle perone infette non manifesta sintomi che solitamente sono riconducibili a quelli influenzali lievi, febbre, cefalea, dolori muscolo-articolari, raramente accompagnati da rash cutaneo.

Il bollettino riporta anche i numeri della diffusione delle altre virosi. Da segnalare in totale 21 casi di febbre Dengue (gli stessi del precedente bollettino), tutti provenienti da Paesi esteri come Brasile, Cuba, Kenya, Maldive, Sri Lanka, Nepal, Filippine, Thailandia e Togo. 

(Foto: web).
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