La leggenda dello sci Bode Miller in visita nella sede di SCARPA. Parisotto: “Un campione, onorati che sia nostro brand ambassador”

Bode Miller, 45 anni, leggenda dello sci con 6 medaglie olimpiche, 33 gare di Coppa del Mondo e 5 medaglie iridate nel suo palmarès, questa mattina ha fatto visita allo stabilimento asolano di SCARPA.

Lo sciatore americano, attuale brand ambassador dell’azienda leader nella produzione di calzature da montagna e per le attività outdoor, si è presentato con l’immancabile cappellino, occhiali scuri appoggiati sul frontino e quel profilo basso tipico del grande campione nello sport e nella vita.

Il servizio di Qdpnews.it a Bode Miller in visita alla Scarpa di Asolo – a cura di Luca Vecellio

“Dopo due anni in videocall finalmente siamo riusciti a vederci di persona” ha commentato il presidente Sandro Parisotto accogliendo Miller nella sala riunioni allestita con i manifesti del nuovo scarpone ibrido da sci alpino e sci alpinismo 4-Quattro.

Bode Miller nei prossimi mesi lavorerà a stretto contatto con il team Ricerca e Sviluppo dell’azienda per dare il proprio contributo, da sciatore (e da ingegnere), nella creazione di nuovi prodotti.

Questa collaborazione con Bode Miller ci onora e rafforza la nostra dimensione internazionale – ha proseguito Parisotto -. È un campione che ha scritto pagine indelebili nella storia dello sci, anche a me personalmente le sue performance hanno lasciato ricordi vivissimi. La sua esperienza, e anche le sue nozioni ingegneristiche, sono una risorsa preziosa per il team di SCARPA”.

“Ho girato molte aziende nella mia carriera – ha commentato Miller -, SCARPA è una di quelle poche realtà che porta avanti gli stessi valori in cui credo, in primis la sostenibilità intesa dal punto di vista ambientale e sociale”. Solo per citarne una, SCARPA ha introdotto di recente nella propria filiera una pratica di riciclo virtuoso nell’ambito del progetto “Re-shoes”.

“Molte aziende cercano scorciatoie per ottimizzare i costi – ha detto Miller -, qui si cerca la migliore soluzione mettendo in primo piano la funzionalità e la sicurezza di chi indossa le calzature che sa di potersi fidare del prodotto anche in condizioni estreme”.

Un modello per le nuove generazioni

“Tutti i miei figli sciano, tranne l’ultima che ha un anno appena. Attraverso lo sport insegno loro ad amare la natura e a rispettare l’ambiente. Ai giovani cerco di trasmettere la sensibilità nei confronti delle tematiche sociali e ambientali. Il successo personale non è tutto ciò che conta nella vita. Essere un modello per i giovani è una grande responsabilità. Oggi non si è più solo atleti, si è anche persone, innovatori e partner commerciali: l’esempio passa attraverso molte scelte che esulano la performance sulle piste”.

“Se sarò a Cortina per le Olimpiadi? – per Bode Miller non è una domanda facile a cui rispondere, anche solo tenendo conto degli impegni familiari (ha sette figli) -. Non posso fare piani così a lungo termine, ma venire a Cortina ad assistere alle gare mi piacerebbe molto. Amo Cortina, la cultura, il cibo e il paesaggio delle Dolomiti, il mio preferito in assoluto in Europa”.

Spazio poi a qualche domanda sullo sport e in particolare sugli effetti del cambiamento climatico che minacciano l’ambiente alpino, rendendo sempre più difficile pianificare le competizioni sciistiche internazionali.

“Cancellazioni o riprogrammazioni delle gare per la mancanza di neve sono all’ordine del giorno. Purtroppo il cambiamento climatico è una realtà imprescindibile con cui gli sciatori devono fare oggi i conti. Abbiamo poca scelta a mio avviso, bisognerà ridimensionare il numero di gare”.

L’Italia – prosegue Bode Miller – vanta grandi campioni, penso a Tomba, che per me è stato un punto di riferimento. Nello sci maschile negli ultimi anni c’è stato un calo di personalità: oggi è lo sci femminile a dare spettacolo”.

E poi arriva la notizia in tempo reale dell’oro mondiale in SuperG di Marta Bassino: “Conferma quanto ho appena detto; anche la Goggia mi piace, ha grande stile. A questi atleti auguro di conservare l’equilibrio fra vita professionale e personale, nel mio caso è stata la carta vincente che mi ha consentito di gareggiare così a lungo. Concentrarsi solo sulla carriera alla lunga è controproducente, mina la salute mentale”.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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