“Non chiamatelo raptus”: dal posto occupato alle serate a tema, il calendario della sensibilizzazione

I partecipanti alla conferenza stampa di presentazione

“La parte più difficile è capire”. Capire di trovarsi in una situazione di violenza, capire che quell’aggressività non è giustificabile, mai. Ed è bene sensibilizzare su questo tema anche attraverso claim espliciti, slogan che non nascondono con vergogna, ma affrontino “di petto” questa piaga sociale.

Frasi crude, forti, come quelle esposte in un salone di Palazzo Beltramini, visibili anche dalla piazzetta, che prendono in giro anche i luoghi comuni che si è soliti utilizzare in casi di violenza contro le donne e definiscono l’ingenuità di alcuni media nel trattare questa notizia. “Uomini che uccidono accecati dalla violenza? Ma se hanno sempre una mira perfetta!”. “Uccisa – non da un raptus – ma da un uomo”; “Mentre mi stupravi, non ero calma. Ero morta”.

Un momento della conferenza stampa di presentazione

In collaborazione con la cooperativa “Una casa per l’Uomo” la mostra “Non chiamatelo raptus” dell’artista “Anarkikka” non è che una delle iniziative che il Comune di Asolo e il Comune di Fonte hanno realizzato assieme: “Quest’anno abbiamo cercato di fare rete – ha commentato l’assessore Andrea Canil alla conferenza stampa di presentazione di ieri, assieme all’assessore Anna Paola Mazzarolo, per il Comune di Fonte -. Sappiamo che la violenza è all’ordine del giorno, ovunque, anche dove non si vede. È quindi necessario prevenire e sensibilizzare assieme, collaborando con gli enti che sostengono questa battaglia nel nostro territorio”.

Sotto il segno della libellula rosa dell’iniziativa “Libertà d’Essere” ritorna così la campagna del “Posto occupato”, ovvero l’iniziativa diffusa per la quale gli esercenti mantengono occupato un posto a sedere per una donna vittima di violenza. Fa parte della stessa campagna anche uno degli eventi della rassegna di Asolo ReAttiva, un gruppo di giovani asolani impegnati nella cultura e nel sociale: è a calendario per sabato 25 novembre alle 17 in sala consiliare.

La relatrice sarà Lucrezia Ercoli, docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna, direttrice del festival “Poposophia”, e parlerà della combinazione tra cultura pop e attivismo femminile. Infine, alle 20.30 il 2 dicembre avrà luogo una lettura scenica a Fonte, in Sala Turchetto, interpretato da Katinka Borsanyi, poetessa e traduttrice di origine ungheresi, e Roberto Popi Frison, autore locale.

Come hanno spiegato la consigliera Milly Bonanno e Luisa Casagrande, dal 2019 ad Asolo è attiva Casa Alma, gestita dalla cooperativa “Una casa per l’uomo” con fondi statali e una piccola percentuale di fondi comunali. All’interno, diverse professioniste, in vari ambiti, hanno accolto finora 18 donne e 27 minori, con vari percorsi “protetti”.

“Difficilmente Casa Alma ospita persone residenti nel territorio di competenza – spiegano, – accoglie piuttosto persone provenienti da altri Comuni, così da preservarne l’indirizzo nella segretezza. Molte di loro sono straniere (e il problema della lingua rende più difficile per loro esporsi), ma non perché questi fatti avvengano meno spesso in famiglie italiane, solo perché le donne italiane sono solite avere più agganci nel territorio e luoghi dove allontanarsi dalla minaccia e tengono quindi la casa rifugio come ultima spiaggia”.

(Foto: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata).
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