Omicidio di Fener, la comunità si interroga sul problema dell’integrazione. Il sindaco Bogana: “Non possiamo creare ‘ghetti’ come sta avvenendo qui”

Il sindaco di Alano di Piave Amalia Serenella Bogana

La piccola comunità di Fener è sotto shock per l’omicidio avvenuto ieri sera, tra le ore 23 e mezzanotte, nella stazione ferroviaria del paese.

Da queste parti non si è certo abituati a fatti delittuosi di questo tipo, anche se in passato c’era stato qualche campanello d’allarme, ma nessuno avrebbe mai immaginato che potesse verificarsi un episodio del genere.

Sono momenti difficili per tutta la comunità di Alano di Piave e per il sindaco Amalia Serenella Bogana, che in queste ore sta cercando di interpretare i sentimenti e le reazioni dei suoi cittadini per rispondere al meglio alle loro preoccupazioni.

Non è stata una nottata semplice e questa mattina il risveglio è stato brusco – commenta il sindaco -. Quello che è successo rappresenta un segnale forte rispetto ad una situazione particolare che sta vivendo la nostra comunità: sono in corso le indagini e le telecamere della zona ci aiuteranno nella corretta ricostruzione di quello che è avvenuto. Il nostro comandante della Polizia locale, Luca Magnani, è stato tra i primi ad arrivare sul posto e a seguire le operazioni”.

“Come sappiamo le stazioni rappresentano un punto sensibile e critico delle nostre città – continua -, e anche per quella di Fener è così. Stavamo monitorando la situazione perché in passato ci sono stati dei problemi sempre nella zona del Kangur bar (il locale fuori dal quale è stata trovata la vittima in fin di vita). Il locale è gestito da cittadini di origine straniera. Chiederò un potenziamento dei controlli, che in realtà ci sono già, ma questo non basterà: mi auguro e spero che questo episodio possa cambiare il nostro approccio nei confronti di queste tematiche”.

La vittima, Antonio Costa padre di un figlio minore, è di Alano di Piave ed era conosciuta in paese per le difficoltà che aveva incontrato nel tempo.

Una persona sfortunata nella sua vita e purtroppo anche nella morte – spiega il sindaco Bogana -. Esprimo la mia vicinanza personale e quella di tutta l’amministrazione comunale nei confronti dei familiari, sentimento che immagino essere condiviso da tutta la nostra comunità. Questo episodio deve farci riflettere a mente sgombra su come possiamo prevenire situazioni di disagio che possono degenerare in vicende così tragiche. Credo comunque che, da tempo, nel nostro territorio sia iniziata un’ampia riflessione che deve continuare”.

“Noi abbiamo una situazione molto particolare soprattutto nella zona di Fener – conclude -. Sgomberando i campi da tutti i pregiudizi, dobbiamo dire che abbiamo un gruppo rilevante di cittadini extracomunitari che stanno dimostrando di non volersi integrare. Non possiamo permetterci di creare ghetti come sta avvenendo nella zona di Fener. Anche da parte di queste comunità deve emergere con chiarezza la volontà di collaborare per iniziare un percorso di vera integrazione per il bene di tutti”. 

(Foto: Amalia Serenella Bogana – Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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