Caerano, Don Paolo Zago saluta la parrocchia dove ha trascorso gli ultimi dieci anni. Al suo posto Don Roberto

Sarà l’ultima Messa, quella di domani, prima del commiato. Forse non è ancora pronto a partire, Don Paolo Zago (nella foto), ma lo dovrà fare. Dovrà lasciare la parrocchia di Caerano di San Marco, dove ha trascorso gli ultimi dieci anni, e iniziare un nuovo percorso a San Donà di Piave.

Al suo posto, dal 31 ottobre in poi, ci sarà Don Roberto, attualmente parroco di Quinto di Treviso.

“Non è un momento facile per nessuno, né per chi parte, né per chi resta – scrive Don Paolo Zago, nel foglietto della scorsa celebrazione liturgica – però è una situazione che può diventare un’occasione di grazia e di provvidenza”.

Attraverso un confronto col popolo ebraico, il parroco cerca di far capire a tutti i fedeli e agli amici di Caerano, dispiaciuti per il suo addio, che bisogna saper cogliere gli aspetti positivi nei cambiamenti: “Questi cambiamenti hanno dato sempre un qualcosa di più. Il cambio di un parroco non è sempre un male, noi preti lo sappiamo fin dall’inizio che il nostro ministero è itinerante, sempre con la valigia pronta, non per vivere nell’angoscia, ma per andare all’essenziale, per purificare il nostro ministero e la nostra vita”.

Quanto agli anni trascorsi a Caerano, Don Paolo ringrazia tutti, “per i bei momenti, le belle avventure vissute insieme, magari con sensibilità diverse, ma proprio per questo interessanti e arricchenti”.

A ciascuno, il prete destina un pensiero, una frase, un ringraziamento: a quanti hanno reso bella e vivace la vita della canonica e della parrocchia di Caerano, ai vari volontari, agli anziani e agli ammalati, alle amministrazioni e a tutti in generale.

Oltre ai ringraziamenti, Don Paolo se ne va porgendo le sue scuse per tutto ciò che non è riuscito a fare: “Ho dentro anche un po’ di peso – scrive infatti nel foglietto destinato ai fedeli – per non essere sempre stato accogliente, paziente, disponibile con tutti…di tutto questo e di altro ancora chiedo perdono al Signore“.

Parole che vengono smentite da alcuni fedeli, che descrivono Don Paolo come un prete “bravo, buono, sempre disponibile, sorridente, unico”.

Anche da parte dell’amministrazione comunale giungono parole accorate per ricordare Don Paolo. Scrive il consigliere Fabio Spadetto, in un post social: “Grazie Don Paolo…Che tu possa continuare a servire il Signore e a diffondere la fede. Grazie per aver pregato per noi caeranesi, le tue preghiere sono state di conforto. Ci hai insegnato molte cose che ci aiuteranno nel corso della vita. La fede in Dio e dei bravi preti come te rendono il mondo un posto migliore. Ti ringraziamo di tutto padre”.

Alle parole del consigliere, si aggiungono quelle del sindaco Gianni Precoma, da noi interpellato: “Posso solo aggiungere che Don Paolo è per me una persona che stimo moltissimo. In questo anno e mezzo – da quando sono sindaco – si è instaurato un rapporto di collaborazione amichevole a 360 gradi. Nonostante tutti i problemi creati dalla pandemia in corso, siamo rimasti sempre in sintonia nelle varie decisioni che necessitavano della collaborazione tra Chiesa e Comune“.

“La cosa che porterò sempre nel mio cuore – conclude – sono state le parole che mi ha detto domenica scorsa, quando sono andato a salutarlo: ‘Non mi fa paura il fatto di iniziare da un’altra parte, tanto so già qual è il limite che posso fare e dare. Quello che mi dispiace e mi intristisce è di lasciare tutti voi’.”

(Fonte: Sara Surian © Qdpnews.it).
(Foto: Fabio Spadetto).
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