Il sidro di mele antiche di Angelo Ceccato: tra i meleti di Terre Cartusiae circa 200 varietà

Non serve recarsi in Normandia o in Gran Bretagna per riscoprire i sapori nobili del sidro di mele, una bevanda alcolica che subito rimanda a un contesto antico, ma che in realtà si presterebbe benissimo a un moderno aperitivo con gli amici, persino a una cena o a un dolce condiviso.

Perché per assaggiare dell’autentico sidro, preparato in tre varianti con un’ampia varietà di mele antiche, basta fare un salto a Caerano di San Marco, dove Angelo Ceccato, titolare di una giovane azienda agricola dal nome nobile, ci accoglie per presentarci quella che è prima di tutto una sua passione.

“Terre Cartusiae” è il nome che ha scelto per questa sua produzione di sidro e di succo di mela, ispirandosi a un podere di proprietà della Certosa del Montello, oggi scomparso. Non a caso il simbolo stilizzato che il sidro riporta sulla bottiglia è lo stesso che caratterizza un affresco recuperato proprio in quel podere e che identifica quell’appartenenza.


L’azienda agricola, che ha appena tre anni, produce circa diecimila bottiglie di sidro e quattromila di succo di mele: assieme al sommelier Alessandro Favaro, Ceccato racconta che ci è voluto del tempo per trovare un equilibrio in termini di produttivi, poiché la raccolta tendeva a impattare in modo importante sulla gemmazione e di conseguenza sulla quantità di frutti del successivo.

“La decisione è stata quella di togliere le varianti più comuni e dedicarsi soltanto alle piante più resistenti: oggi all’interno dei meleti fiorisce una vasta gamma di mele antiche, quasi duecento, tutte con una particolarità nel gusto e nella consistenza”. La specialità più antica che prenda posto nel suo meleto è l’Annurca, di cui c’è traccia anche nell’antica città perduta di Pompei.

Ceccato racconta di aver incontrato il sidro di mele durante una permanenza all’estero, per lavoro, e di averlo trovato fin da subito interessante: in Irlanda e in Francia è una bevanda molto più diffusa di quanto non sia in Italia, anche se con sapori forse meno accessibili a chi non ne è abituato rispetto a quelli proposti da “Terre Cartusiae”, che comunque ha già partecipato e si è distinta in una competizione internazionale (l’International Cider Challenge).


“La particolarità del sidro di mele sta nell’originalità del suo gusto: anno dopo anno, non è mai uguale e, anzi, il profumo è diverso – spiegano i produttori, – Inoltre, queste varietà di mele antiche sono talmente ricche di polifenoli, quasi dieci volte in più rispetto a una classica mela golden, che anche dal punto di vista salutistico il sidro è molto ricco. Al suo interno ha molti antiossidanti, per esempio”.


Quale sia la collocazione ideale per il sidro, come il vino rosso con la carne e il bianco con il pesce, è ancora da scoprire, anche se il gusto frizzante e i toni dolci della mela sembrano sposarsi bene con i formaggi e con i salumi. Per dimostrare l’elasticità di cui la formula del sidro è capace, dall’aperitivo al dolce, l’azienda agricola ha prodotto tre varianti: sidro vivace col 10,5% di volume alcolico, sidro medio con il 5% e sidro dolce con il 6,8%.

Che si preferisca il medio, amabile anche per chi non è abituato a questo tipo di bevanda, oppure i toni più decisi e pungenti del vivace, il sidro potrebbe diventare col tempo un’altra specialità veneta capace di portare chi lo assapora in un viaggio fatto di storia e di territorio, ma anche di dedizione per i frutti della natura e della sua immancabile capacità di sorprenderci.

(Foto: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata).
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