100 anni di sorrisi per Giuseppina Sorrentino, ospite di Casa Binotto a Cavaso: oggi gli auguri di sindaci, staff e amici

In casa Binotto dicono che la signora Giuseppina sorrida sempre e oggi, venerdì 19 marzo, il suo 100esimo compleanno, forse anche più intensamente: il suo cognome, Sorrentino, racconta delle sue origini reggine e, come spesso accade per le generazioni passate, dietro alla sua serenità si cela una storia fatta anche di sacrificio e fatica.

Nata in un piccolo paese ai piedi dell’Aspromonte, Molochio, celebre per le sue cascate Mundu e Galasia, Giuseppina trascorse un’infanzia spensierata fino ai sette anni, età in cui perse il papà. La famiglia, composta da 10 figli, era troppo popolosa per sostentarsi, così Pina finì a vivere con una zia e i suoi cugini, prima di conoscere quello che sarebbe poi diventato suo marito.

Giuseppe Romeo faceva il poliziotto e spesso si muoveva a piedi per andare in servizio: a quel tempo non era scontato avere un’auto di servizio. Nell’intervista esclusiva in videochat con Qdpnews.it, Giuseppina racconta di quando suo marito tornava a casa bagnato e infreddolito per la pioggia, magari durante la notte o al mattino presto, e lei si faceva trovare pronta per preparargli subito un bicchiere di latte caldo.

Antonio Romeo, figlio della coppia e assessore comunale a Montebelluna, racconta che suo padre da giovanissimo combatté in Russia durante l’operazione Barbarossa e venne imprigionato dai sovietici: in paese celebrarono il suo funerale, convinti che non sarebbe mai tornato.

Arrivati a Vicenza per via del trasferimento di Giuseppe, Giuseppina e suo marito trovarono un’Italia del dopoguerra ridotta in macerie e con scarse possibilità di guadagno: “Non si trovava una casa che stesse in piedi” commenta la signora.

Nonostante le difficoltà, la famiglia si allargò con l’arrivo di Rita e Antonio e con l’arrivo degli anni ’60 le cose cominciarono gradualmente ad andare meglio. Dal 2009, data della scomparsa di suo marito, Giuseppina visse nella propria casa a Vicenza e, recentemente, nel gennaio 2020, ha richiesto di venire trasferita alla Binotto, che oggi considera come casa propria.

Anche la dottoressa Roberta Cavo, l’educatrice professionale che segue la signora assieme allo staff di infermieri, oss, alla fisioterapista, alla psicologa e agli assistenti sociali, testimonia un rapporto davvero speciale con la signora, che continua a dedicarsi a tutte le attività ricreative che la struttura mette a disposizione con dedizione e ottimismo, dalla tombola al disegno, dal canto alle chiamate in videochat.

Questa mattina, oltre alla visita dei figli, garantita in sicurezza dalla stanza degli abbracci, la signora Sorrentino riceverà volentieri gli auguri del sindaco di Montebelluna e del sindaco di Cavaso Gino Rugolo.

“Vado avanti grazie all’incoraggiamento costante dei miei figli – racconta la signora – specialmente, mio figlio, che “mi allunga gli anni”. Mi dice: mamma, siamo a 100 e il prossimo anno ne facciamo 101.
Quanto a me, scherzo anche se ho quaranta di febbre”. 

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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