Addio a Paolo Cattuzzo, morto il 58enne sognatore che voleva portare il parapendio nei cieli di Cavaso

Piaceva tanto volare a Paolo Cattuzzo, morto ieri, mercoledì 17 marzo, dopo una settimana di incoscienza trascorsa all’ospedale Ca’Foncello di Treviso.

Aveva 58 anni e viveva a Cavaso del Tomba, dove tutta la comunità lo ricorda come un sognatore appassionato alla montagna e all’attività del parapendio: aveva cercato di portare anche nei cieli della Valcavasia quello sport che fin dai primi voli l’aveva catturato e aveva provato a farlo diventare un lavoro.

Era stato il covid a bloccare ancora una volta i suoi progetti, che avrebbero potuto forse negli anni a venire svilupparsi e diventare realtà capaci di stimolare il turismo a Cavaso: Paolo non si era arreso e si trovava con degli amici e futuri partner di lavoro a Oderzo quando si è sentito male la prima volta.

Dopo il ricovero al Pronto soccorso aveva chiesto di tornare a casa, dichiarando di sentirsi bene, ma i medici avevano consigliato di passare qualche giorno sotto sorveglianza, per precauzione.

Al secondo improvviso malore, avvenuto proprio durante la sua permanenza al Ca’ Foncello, i medici avevano risposto con un’operazione d’urgenza, senza tuttavia riuscire a svegliarlo.

Paolo non era sposato e non aveva figli, lascia un fratello e due sorelle, con l’affetto e il supporto di tutta la comunità di Cavaso.

Non è ancora stata resa ufficiale la data dei funerali, che potrebbero svolgersi questo sabato oppure lunedì.

(Foto: Facebook).
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