All’Asolo Golf Academy, la struttura di Valentino Dall’Arche per gli agonisti: sensori e software all’avanguardia, alla ricerca dello swing perfetto

Negli Stati Uniti non è raro trovarsi a fare “diciotto buche” con un cliente o con il proprio capo: una partita a golf viene considerata capace di raccontare in qualche ora il carattere di una persona, se si arrabbia per i fallimenti, se è arrogante, se è preciso e determinato, se è impacciato o pigro.

In Italia, il golf non fa parte della cultura popolare, questo probabilmente perché non esistono campi pubblici e perché i costi d’iscrizione a un circolo non consentono proprio a chiunque di arrivare a giocare in modo competitivo. Gli appassionati, però, non sono pochi e anche nel nostro territorio c’è un polo di eccellenza a cui si rivolgono anche alcuni professionisti.

All’Asolo Golf di Cavaso del Tomba, tra i più ampi circoli della zona con ben 27 buche e tre percorsi, Valentino Dall’Arche, ex-professionista e ora maestro di origini coneglianesi, ha recentemente messo a punto un’accademia che, con l’aiuto di alcune nuove tecnologie, gli consentiranno di seguire la preparazione di giocatori agonisti: “Il golf può essere anche una sfida contro se stessi – continua, – Ci sono giovani che si allenano per diventare bravi per le partite della domenica e altri che vogliono mettersi alla prova in gara”.

Come spiega il maestro Dall’Arche, le persone che si avvicinano a questo sport, in genere, hanno avuto qualcuno che l’ha praticato in famiglia. Normalmente si tratta di “perfezionisti”, che vogliono imparare a giocare con “handicap” (ovvero il numero di tiri aggiuntivi assegnato in base all’inesperienza) sempre minore o, per i più ambiziosi, limare o calibrare “ogni swing” in modo scientifico.

In quest’ultimo caso, l’academy di Dall’Arche rappresenta un’eccellenza (e probabilmente un unicum) nel territorio: con un notevole investimento e il supporto di sponsor e della stessa struttura, una struttura verrà esclusivamente dedicata agli agonisti.

“Abbiamo sviluppato una struttura indoor dove utilizziamo la tecnologia come massimo contributo ai giocatori – spiega Dall’Arche, – Per ora abbiamo due postazioni e un putting green, che verranno integrati con altre novità in futuro. Qui forniamo analisi delle pressioni con pedane, analisi video e possiamo ricreare con dei sensori dedicati un avatar in 3D del giocatore in modo da vederne ogni singolo movimento. Unito al servizio della palestra con personal trainer, diamo la possibilità a un giocatore esperto di migliorarsi scientificamente”.

Posizionandosi sulla pedana, il giocatore tira verso un campo virtuale che appare davanti a sé. Attraverso software dedicati, Dall’Arche scompone e studia ogni vettore che interessa il movimento del giocatore, ricrea un modello virtuale in tre dimensioni, poi individua quali sono le leve o le forze da calibrare per il tiro ideale: “È uno sport dove la concentrazione determina l’applicazione concreta della tecnica e, per questo, il fattore psicologico rimane comunque un elemento fondamentale”.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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