Il paese piange Moreno Baldo, scomparso a 42 anni. Il cugino Davide: “Se poteva darti il cuore, te ne dava due”

Sabato prossimo Moreno Baldo avrebbe compiuto 43 anni: è invece mancato intorno all’una e un quarto di domenica scorsa, 11 dicembre. Da meno di un anno aveva finito di mettere a posto una bella casa in località Ae Cupole a Cavaso del Tomba assieme alla sua compagna, con cui condivideva la passione per il buon cibo e la cucina. Si era anche recentemente fatto un regalo, comprandosi una Ford Fiesta ST, un’auto sportiva con cui contava di divertirsi un po’, curandola con la stessa meticolosità con cui era solito trattare il suo camion.

Moreno lavorava da una dozzina d’anni per la Settentrionale Trasporti, come autista: una professione che gli piaceva, perché gli consentiva di viaggiare fermandosi di regione in regione per assaggiare, conoscere e portare via con sé prodotti tipici. Prima di arrivare a quel mestiere, che prima di lui aveva svolto anche suo padre, aveva fatto anche molto altro: aveva iniziato con la pesca sportiva, era passato a fare il cuoco e poi aveva lavorato per l’Emaprice nell’ambito dei movimenti terra.

Poi, una notte, Moreno aveva sognato che qualcuno lo tirava per i piedi, trascinandolo chissà dove, nell’oscurità. “Mi stanno venendo a prendere” aveva detto alla mamma. Una premonizione che si è purtroppo rivelata esatta, ma che Moreno ha affrontato con grande coraggio, sottoponendosi a cure in diverse strutture oncologiche, con anche dei brevi periodi di miglioramento. Quando il personale dell’ospedale di Castelfranco Veneto, che la famiglia ha voluto ricordare con tanta gratitudine, ha dovuto ammettere che per Moreno non c’era più nulla da fare, lui ha accettato la propria sorte, scegliendo di spegnersi a casa, vivendo al cento per cento i suoi ultimi giorni, a fianco della sua famiglia.

“Se poteva darti il cuore, te ne dava due” lo ricorda suo cugino Davide, che con lui è cresciuto come un fratello. “Era buono come il pane e meticoloso, guai che ci fosse qualcosa fuori posto: tutto doveva essere sempre in ordine e pulitissimo. Poi era un ragazzo di compagnia, organizzava anche delle cene tra amici. Io e lui ne abbiamo passate tante, feste, ritrovi, amici, morose: fino a quando ci siamo dati una mano a vicenda a costruire le nostre case. Sono andato a salutarlo mercoledì sera, poi mi ha chiesto di vederci più avanti”.

Moreno Baldo lascia un vuoto incolmabile in casa e non solo. Oltre ai genitori e agli altri familiari lo ricordano in tanti, gli amici, i colleghi, ma anche il Coro Valcavasia, con cui ha cantato per un certo periodo. Chi vorrà ricordarlo e dargli un ultimo saluto potrà farlo oggi, martedì 13 dicembre alle ore 15, nella chiesa arcipretale di Cavaso del Tomba. “I fiori più graditi – ha scritto la famiglia nell’epigrafe – saranno le offerte devolute allo Iov di Castelfranco Veneto”.

(Foto: per concessione della famiglia Baldo).
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