Celebrata con il presidente nazionale dell’Ana la Veglia di Natale al Bosco delle Penne Mozze. Posata la stele numero 2406, dedicata a Dario Comarella

La suggestiva cerimonia di accensione del ceppo, che da 23 anni ha luogo nel tardo pomeriggio della vigilia di Natale al Bosco delle Penne Mozze di Cison di Valmarino, si è arricchita quest’anno del gesto emozionate della scopertura dell’ultima stele collocata in memoria della Penna Mozza Dario Comarella da Valdobbiadene.

Sono sempre più numerosi gli Alpini ed Amici che vivono la Veglia di Natale, un incontro che non si identifica con i tradizionali momenti della cerimonia alpina. Solo l’alza e l’ammaina bandiera ne hanno evocato gli atti protocollari formali. Poi su tutto e su tutti è sceso tanto, tanto silenzio, durante il quale sono state proposte due letture di brani in tema con il Natale intervallate dalle melodie vocali del Coro ANA Sezionale di Vittorio Veneto.

L’accensione del ceppo ha poi idealmente rappresentato, con la vitalità delle lingue del fuoco che si propagavano dal braciere, il simbolo della vita che si ravviva per le 2.405 Penne Mozze.

Ora vi è una stele in più, la n. 2.406. E’ dedicata all’alpino Dario Comarella, nato a Valdobbiadene nel 1952, arruolato alla fine del 1972 nel Battaglione Tolmezzo dell’8° Reggimento Alpini. Per aver contratto un’inguaribile malattia durante la naja, è deceduto nel 1974 per infermità dipendente da causa di servizio. Per gli Alpini trevigiani una Penna Mozza da ricordare al Bosco.

Attorno alla stele si sono avvicinati i famigliari, Severino Guizzo un suo amico commilitone che ha condiviso il breve servizio nella caserma di Venzone, il presidente nazionale dell’ANA Sebastiano Favero, il presidente della sezione ANA di Valdobbiadene Massimo Burol e il sindaco di Cison di Valmarino Cristina Da Soller.

Al canto del brano Signore delle Cime, con tanta emozione, il presidente Favero e Guizzo hanno levato il tricolore che la ricopriva: ora la stele dedicata a Dario Comarella lo identificherà per sempre in questo memoriale. Hanno fatto seguito una riflessione liturgica, la preghiera e la benedizione rese dal parroco di Cison di Valmarino Don Luca Maria Bronzini. Il presidente della sezione ANA di Conegliano ha recitato la Preghiera dell’Alpino, succeduta dal suono del Silenzio d’Ordinanza e dai rintocchi della campana Votiva che hanno fatto eco nella valle di San Daniele suscitando ancor più emozione nei partecipanti.

L’incontro si è concluso con il saluto augurale del presidente Favero che ha esortato le penne nere a mantenere viva la propria identità nei vari modi con cui essa si esprime, ancor di più in questo momento di particolare difficoltà nelle relazioni interpersonali causate dall’emergenza sanitaria. Il brindisi augurale, gestito nel pieno rispetto della normativa vigente, ha concluso l’evento al quale hanno partecipato, oltre alle sezioni ANA di Vittorio Veneto, Valdobbiadene, Treviso e Conegliano, anche quelle di Venezia, Marostica e Belluno con i propri vessilli.

Il ceppo ha vegliato con il suo ardore la notte di Natale al Bosco delle Penne Mozze.

(Fonte e Foto: Ana Vittorio Veneto)
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