“Bollette da 30 mila euro al mese”: la situazione delle piscine dell’Alta Marca ai tempi del caro energia

Il caro bollette sta mettendo in ginocchio le piscine nella Marca trevigiana
Il caro bollette sta mettendo in ginocchio le piscine nella Marca trevigiana

Le bollette energetiche rappresentano il tema più dibattuto degli ultimi mesi, a causa dell’aumento dei prezzi rispetto ai tariffari a cui eravamo tutti abituati.

Tra le varie categorie a lanciare l’allarme in questa direzione e a farsi sentire è stato sicuramente il settore delle piscine, un comparto messo a dura prova già durante il periodo della pandemia. Com’è ora la situazione? E, soprattutto, qualcosa pare essere cambiato?

Il caro bollette e l’affluenza non ancora ai livelli pre Covid sono gli aspetti principali emersi, uniti a una latente incertezza su quella che potrà essere la situazione nel prossimo periodo.

Il parere di Gabriele Salvadori, gestore della Ranazzurra di Conegliano

“L’ultima bolletta arrivata, tra luce e gas, relativa ai consumi di un mese, ammonta a 30 mila euro”: è questo il dato fornito da Gabriele Salvadori, gestore delle piscine comunali Ranazzurra in via Calpena a Conegliano.

“Le bollette non sono ancora scese come speravamo e, parlando di affluenza degli utenti, c’è ma non abbiamo ancora raggiunto i livelli pre Covid: manca ancora un 10%” ha aggiunto, evidenziando quanto la situazione non sia completamente tornata alla normalità.

“Siamo in attesa di vedere se le bollette scenderanno, ma sappiamo che al momento non torneranno ancora ai livelli di un tempo” ha aggiunto, affermando che la soluzione, in questo momento, sarebbe quella di concentrarsi sul tema dell’efficientamento energetico degli impianti e “trovare i fondi per questi investimenti”.

“Qui da noi, da 10 anni, c’è il fotovoltaico, ma prima dell’estate dovrebbe essere realizzato un pozzo che consentirà alle piscine di risparmiare qualcosa in termini di consumi dell’acqua”, ha concluso il gestore.

La situazione secondo Ambra Pollesel (Nottoli di Vittorio Veneto)

Secondo Ambra Pollesel, delle piscine Nottoli di piazza Aldo Moro a Vittorio Veneto, durante i prossimi mesi “si dovrà navigare a vista” in fatto di bollette e consumi.

“Fino a fine dicembre ci siamo gestiti, in qualche maniera – ha spiegato – e ora ci stiamo preparando alla botta. Il problema è che, in questo momento, per chi amministra le piscine è impossibile fare una previsione. Per quanto riguarda i costi dell’energia elettrica, arrivano al Comune e noi dobbiamo attendere la ripartizione che viene fatta. Diciamo che finora sono stati mesi poco sereni: si lavora con il freno a mano tirato e avremo un’idea più chiara fra tre mesi. Per restare al passo con i costi dell’acqua, si dovrebbe triplicare il prezzo dei corsi di nuoto, ma questo non sarebbe giusto”.

Nel caso di Vittorio Veneto, Pollesel ha evidenziato il problema riguardante l’impiantistica e i serramenti, risalenti al 1968: “Per questo aspetto, siamo sempre in attesa di un intervento da parte del Comune” ha affermato.

Pollesel ha poi riferito che anche le piscine di Vittorio Veneto attendono la realizzazione di un pozzo, al pari di Conegliano, considerato che tale opera rientra all’interno di un progetto collettivo riguardante i Comuni con piscine comunali sul proprio territorio.

I livelli di affluenza spiegati da Nicola Pozzobon delle piscine di Valdobbiadene

“C’è una buona affluenza, ma non abbiamo ancora raggiunto i numeri del 2019: pian piano stiamo recuperando” afferma Nicola Pozzobon delle piscine di Valdobbiadene.

“Il problema delle bollette è il solito: adesso qualcosa è calato rispetto al costo del metano, però la situazione non è migliorata di tanto – ha continuato -. Fin quando ci saranno dei costi energetici così elevati, sarà sempre difficile la situazione”.

“Solo il metano è calato un attimo nel mese di gennaio” ha ribadito, specificando che tale riduzione però non è così significativa in termini di costi di gestione.

E per l’affluenza? “Già rispetto al 2022 un trend positivo stiamo iniziando a vederlo” ha proseguito, confermando la necessità di un aiuto governativo rivolto a tutto il comparto.

“Gli impianti natatori da sempre chiedono questi aiuti: fino a quando ci saranno simili costi energetici sarà necessario un intervento, altrimenti tutto è davvero difficile” ha concluso.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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