Conegliano, gli ex-voto dei Piccoli Ceramisti per ospedali e Rsa. “Ricordo e gratitudine per vittime e eroi della pandemia”

Con la prima consegna all’ospedale di Conegliano, avvenuta nella giornata di ieri, mercoledì 10 marzo, i Piccoli Ceramisti di Scomigo hanno iniziato a donare a ospedali e rsa del territorio le opere ispirate alla tragedia della pandemia ed esposte al pubblico lo scorso settembre, nel corso della mostra all’Oratorio dell’Assunta (vedi articolo).

L’opera donata all’ospedale di Conegliano è “Angeli della Solitudine” di Angelo Zanin, a cui si aggiungono “Solitudine” di Giuseppe Lorenzet, donata a Casa Fenzi, un’opera di Isidoro Dal Col che verrà consegnata all’ospedale di Vittorio Veneto e altre due sculture di Gianni Da Re e Adriana Paltrinieri, destinate ad altrettante case di riposo.

Al momento della donazione dell’opera di Angelo Zanin erano presenti, oltre all’autore e al presidente dell’associazione dei Ceramisti Renzo Salvador, il consigliere di Banca Prealpi SanBiagio, Aristide Zilio, il Commissario Prefettizio del Comune di Conegliano, Antonello Roccoberton, e il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi, assieme a una delegazione della Direzione Medica dell’Ospedale di Conegliano.

L’opera è stata particolarmente apprezzata dal direttore Benazzi, per il quale il valore della stessa non risiede solo nella sua bellezza ma anche nel suo essere una testimonianza della pandemia che ricorda tanto gli eroi quanto le vittime, particolare questo molto significativo per le nuove generazioni che entreranno nell’ospedale.

“La scultura di Zanin è stata realizzata col cuore ed è carica di espressività e drammaticità”, spiega Renzo Salvador, felice della presenza, all’atto della consegna, dei rappresentanti del comune di Conegliano e di Banca Prealpi SanBiagio: “Una città che ci è sempre stata vicina e una realtà che ci sostiene nelle nostre iniziative”.

“Per noi è un modo per andare avanti facendo squadra – prosegue Salvador – e del resto anche nell’opera di Giuseppe Lorenzet nessuno è dimenticato e lasciato indietro”.

“Solitudine”, questo il titolo della scultura destinata a Casa Fenzi, è stata realizzata pensando alla particolare situazione di coloro che vivono e lavorano nelle case di riposo, e rappresenta, oltre ai medici, anche una persona in carrozzina.

“È il nostro modo per esprimere gratitudine a tutti quelli che prestano servizio nelle Rsa – spiega Salvador – e hanno visto la pandemia da vicino, e dire agli anziani che ci vivono che non sono stati dimenticati”.

(Foto: Ulss2 Marca Trevigiana).
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