Conegliano, questa mattina l’arrivo dal confine ucraino del “Pullman della speranza”: 72 persone, tra donne e bambini, scappati al conflitto


È arrivato in città questa mattina, poco dopo le 9, il “pullman della speranza”, una corriera della ditta Battistuzzi di Conegliano che domenica mattina è partita alla volta del confine tra Polonia e Ucraina, per recuperare alcuni profughi ucraini con parenti in Italia (vedi articolo).

Il pullman è giunto al piazzale della Zoppas Arena di Conegliano, scortato da Carabinieri e Polizia di Stato.

Circa 72 le persone trasportate, donne accompagnate dai propri figlioletti, tra cui il più piccolo di solo un anno e due mesi.

Poche le cose che in fretta e furia sono riuscite a portare via con sé, solo una borsetta con i documenti, qualche borsa di plastica della spesa contenente poche cose: “Bagagli di fortuna” con giusto l’indispensabile per fuggire da un Paese in guerra dove, al momento, una speranza di vita normale non è più all’orizzonte.

C’è chi scendendo dal pullman non ha trattenuto qualche lacrima, sia nel rivedere i parenti ad attenderli che ripensando ai mariti e ai compagni rimasti in patria, costretti ad andare al fronte contro i soldati russi.

“Mia madre da un mese continuava a ripeterci di venire qui in Italia da lei, ma non credevamo che la situazione fosse così grave e che sarebbe addirittura scoppiato un conflitto – ha raccontato una giovane mamma – Mio marito è rimasto in Ucraina perché agli uomini non consentono di lasciare il confine e la patria, ma continueremo a tenerci in contatto con lui via telefono e internet”.

Sulla corriera c’è ancora impresso il cuore disegnato sulla polvere esterna di un finestrino da un papà, al momento di salutare i propri figli, per ricordare loro che, anche se non fisicamente, sarà presente nei loro cuori.

E proprio di questi bimbi, al momento dell’arrivo, erano i visi che si intravvedevano dai finestrini, curiosi di capire dove si trovavano: ad attenderli anche gli operatori del Centro tamponi, incaricati di eseguire il test su queste 72 persone arrivate.

A essere rimasto colpito da quanto visto è Vito Battistuzzi, figlio del titolare della ditta di trasporti il quale, assieme a un altro autista, Roberto Benetti, si è occupato di fare il viaggio assieme a delle interpreti, per raggiungere queste persone.

E altri due viaggi sono previsti per domani sera e sabato, per recuperare altri profughi con parenti non solo in Veneto ma anche in altre zone d’Italia, ad esempio la Campania.

“Un viaggio che è stato psicologicamente devastante – ha raccontato Vito Battistuzzi – Ricordo ancora che al nostro arrivo abbiamo visto una sdraietta da spiaggia, dove sopra dormivano dieci bimbi piccolissimi”.

“I polacchi hanno aiutato molto queste persone prima del nostro arrivo – ha proseguito – dando loro ospitalità. In un angolo avevano accatastato una montagna di vestiti, dove i profughi potevano prendere quanto serviva loro, essendo scappati di corsa senza nulla”.
Dopo il test del tampone per il Covid-19, il pullman ripartirà alla volta di Vittorio Veneto per recarsi nella sede della Ristorazione Ottavian.

Stamane alla Zoppas Arena sono giunti anche il sindaco di Conegliano Fabio Chies e, successivamente, il consigliere del gruppo misto Alessandro Bortoluzzi.

“Prima avevamo pensato di mettere a disposizione un pullman da 30 posti, ma poi abbiamo deciso per uno più grande – ha spiegato Adriano Battistuzzi, titolare dell’azienda di trasporti – Tutto questo non è stato fatto a scopo commerciale. Già nei primi tempi della pandemia da Covid-19 avevamo messo a disposizione dei trasporti per le persone bisognose, ma non avevano mai fatto iniziative di queste dimensioni”.

Alla notizia di questo viaggio della speranza, in effetti, qualche “leone da tastiera” aveva insinuato sul web il dubbio che l’iniziativa avesse come obiettivo quello di fare della “pubblicità gratuita”.

“Ringrazio tutti perché ieri, tra mail e telefonate, ho ricevuto tra le 180 e le 190 offerte di aiuto da tutta Italia. Eravamo partiti da soli, con il supporto della Ristorazione Ottavian – ha proseguito Adriano Battistuzzi – In questo momento, visti anche gli aiuti offerti, mi verrebbe da cantare a squarciagola la canzone di Toto Cutugno ‘Sono un italiano vero’, perché noi italiani siamo davvero un bel popolo e lo dimostriamo”.

Nel frattempo, in tutta questa situazione, un barlume di normalità si è visto, grazie ai bimbi che, nonostante il contesto generale e dopo un lungo viaggio, una volta scesi dal pullman hanno iniziato a rincorrersi tra loro e a giocare. Come è giusto che sia per la loro età.

(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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