Da Conegliano a Berlino: nuova avventura sportiva per il dottor Giuseppe Berton

Il dottor Giuseppe Berton

Nuova avventura sportiva per il dottor Giuseppe Berton, cardiologo e membro della commissione scientifica del quotidiano Qdpnews.it, nonché fondatore e presidente dell’ABC (Adria, Bassano, Conegliano and Padova Hospitals) Study on Heart Disease Association-Foundation-ONLUS, con sede all’Ospedale de Gironcoli, a Conegliano.

Il medico ha infatti affrontato la maratona di Berlino, assieme alla moglie Stefania (anch’essa medico), un evento che ha raccolto quasi 48 mila partecipanti, provenienti da 156 Nazioni, impegnati ad affrontare un percorso di poco meno di 43 chilometri.

In questo scenario sportivo, l’Italia è stato il nono Paese con più iscritti, che hanno toccato quota 1.410 maratoneti.

In realtà, il dottor Berton non è nuovo a queste avventure sportive: lo scorso marzo aveva affrontato una maratona a Tokyo, appuntamento che, come l’iniziativa a Berlino, rientra tra le sei manifestazioni sportive più importanti al mondo. Iniziativa dove, anche in quel caso, aveva affrontato 42 chilometri di gara.

La maratona berlinese si è svolta la scorsa domenica 24 settembre.

Il medico cardiologo, nel raccontare la propria esperienza, ha approfittato per fornire alcuni dettagli su quella che è stata la preparazione in vista della gara, e su un tema a lui caro: la prevenzione.

“La preparazione è sempre impegnativa, a qualsiasi livello, – è stata la sua premessa – e il periodo estivo la rende ancor più difficoltosa per il caldo”.

“Per questo, siamo andati a correre in montagna, dove è più fresco: in Cansiglio, Alpago e facendo la Cortina-Dobbiaco, che sono 30 chilometri – ha proseguito – Abbiamo trovato dei percorsi dove poterci allenare: il programma è consistito in corse brevi, alternate a corse lunghe“.

“Alcuni allenamenti li abbiamo fatti noi due da soli, inclusa una 17 chilometri interamente sotto la pioggia, nei boschi di Tambre-Cansiglio – ha riferito – Altre volte con amici runners, come Loris, Flavio e Lucia, e con la nostra bella squadra di runners, Cimavilla Running Team, guidata da Berto Antoniazzi”.

“Una preparazione fisica, la nostra, che è andata di pari passo con un determinato regime alimentare – ha chiarito – Regime alimentare che prevedeva sia una importante parte proteica (come ad esempio carne di pollo e di coniglio, uova), ma anche carboidrati, come la pasta e il riso”.

Una maratona che è stata un’occasione anche di svago. “Era la prima volta che andavamo a Berlino: una città viva e molto aperta – ha raccontato – La maratona è partita dal grande parco verde sul versante ovest della celebre Porta di Brandeburgo, per un percorso completamenete all’interno della città. L’arrivo è stato emozionante, passando sotto la Porta stessa”. 

“All’arrivo a tutti gli atleti (oltre ad acqua e integratori) è stata offerta ottima birra! – ha sottolineato – L’organizzazione di tutta la corsa è stata di alta qualità”. 

“La corsa è riuscita bene e abbiamo avuto una tempistica buona – ha proseguito – Abbiamo tenuto controllata la frequenza cardiaca, importante per la resistenza. Quindi abbiamo bevuto un sorso d’acqua a ogni ristoro previsto dall’organizzazione. Per i primi 21 chilometri abbiamo controllato che la frequenza cardiaca non fosse mai troppo alta: ciò ci ha consentito di non correre troppo affaticati nella seconda metà della maratona”.

“Siamo rimasti contenti anche dal punto di vista atletico – ha concluso – Eravamo in un gruppo di circa 200 atleti italiani, gruppo organizzato da Ovunque Running di Modena: è stato bellissimo”.

(Foto: per gentile concessione del dottor Giuseppe Berton).
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