Dal Marconi “no” al Liceo del Made in Italy. Da Ros: “Poco tempo per presentarlo, ignote le materie del triennio”

Il Liceo Marconi di Conegliano

In questi mesi aveva fatto molto parlare di sé la volontà governativa di istituire il nuovissimo Liceo del Made in Italy, un nuovo curriculum di studi in linea con l’intento dichiarato di accelerare la promozione all’estero della produzione del nostro Paese.

Una prospettiva scolastica che, tuttavia, fin dal principio non aveva troppo convinto, soprattutto perché il nuovo indirizzo di studi avrebbe di fatto penalizzato e, nel tempo sostituito completamente, il Liceo Economico Sociale (LES), che ogni anno conta un certo numero di iscritti.

Nel frattempo, nel nostro territorio il Liceo del Made in Italy sembra non decollare, almeno per quanto riguarda l’anno scolastico 2024-2025.

A conferma di ciò sono le parole di Stefano Da Ros, dirigente scolastico del liceo classico e scientifico “Guglielmo Marconi” di Conegliano.

“Da noi il Liceo del Made in Italy non partirà, non si farà: è stato deciso la scorsa settimana durante il Collegio docenti – ha affermato il preside – La decisione deriva dal fatto che la legge prevede una condizione penalizzante per l’istituzione di questo nuovo liceo, ovvero la rinuncia a una classe del LES“.

“A ciò si aggiunge il fatto che non è stato dato il tempo necessario per presentare ai genitori l’offerta didattica del nuovo liceo, senza contare che a noi è stato dato il curriculum dei primi due anni, mentre non si conoscono le materie del triennio – ha aggiunto – Così facendo, si tratta di una scelta al buio, mentre per il LES abbiamo ogni anno il numero di iscrizioni utili a formare due classi: non vogliamo rinunciare a una classe dell’Economico sociale, per un liceo di cui non conosciamo il percorso di tutti e cinque gli anni e per il quale non c’è stato dato il tempo sufficiente per presentarlo”.

Da Ros ha specificato che, oltre al Marconi, anche gli altri licei della Marca, dove sarebbe stato possibile attivare il Made in Italy, avrebbero optato per il “no”.

“C’è stata data una scelta di campo molto limitata e siamo rimasti spiazzati per i tempi strettissimi per decidere – ha aggiunto il dirigente scolastico – Le iscrizioni per il nuovo anno scolastico sono partite e attivare, in queste condizioni, il Liceo del Made in Italy ci sembrava un azzardo“.

“Ci riserveremo di decidere con calma il prossimo anno e vedremo se, nel frattempo, il Ministero correggerà il tiro”, ha concluso.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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