Il ministro dell’istruzione Bussetti in visita alla scuola enologica di Conegliano: “Un modello che esporteremo”

Nella mattinata di ieri, sabato 23 marzo 2019, l’Isiss “G. B. Cerletti” di Conegliano ha ricevuto la visita del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti, accompagnato a conoscere la scuola enologica più antica d’Italia dal governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, dall’onorevole Angela Colmellere e dal sindaco di Conegliano Fabio Chies, alla presenza di numerose autorità civili, militari e religiose del territorio.

Una giornata storica per il famoso istituto coneglianese, una vera e propria eccellenza scolastica che ha formato generazioni di enologi che hanno contribuito a rendere famoso questo territorio, conosciuto in tutto il mondo per la sua vocazione all’arte vitivinicola.

Nella visita del ministro Bussetti nella provincia di Treviso, in occasione della manifestazione della Lega “Veneto Fest”, non poteva mancare l’incontro, fortemente voluto dal presidente Zaia e dall’onorevole Colmellere, con gli studenti, i professori, il dirigente scolastico e tutto il personale di una scuola che è capofila in Italia della rete delle scuole enologiche italiane.

“Voi siete speciali – ha esordito il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del governo Conte – Poco tempo fa sono stato in Argentina e, confrontandomi con il mio omologo argentino, il ministro Finocchiaro, mi è stato detto che lì hanno bisogno di enologi e che vorrebbero enologi veneti. Non siete un qualcosa in una mappa geografica ma siete sotto la lente d’ingrandimento di tutti perché rappresentate un esempio di scuola al passo con i tempi e capace di formare e orientare i ragazzi con reali prospettive di lavoro”.

“Il mio obiettivo è quello – ha proseguito il ministro Bussetti – di portare più giovani nel mondo della scuola come docenti e sto lavorando proprio per questo. Tanti studenti, demotivati quando pensano di dover andare a scuola, fanno fatica a svegliarsi la mattina per seguire le lezioni. In questo istituto, invece, i ragazzi sono scontenti quando escono di qui per andare a casa, proprio perché si trovano bene. Gli istituti tecnici superiori sono spesso sottovalutati e non potenziati a sufficienza e questo è un errore. A volte si parla di grandi riforme ma io dico che sarebbe meglio una riforma così così ma del personale docente preparato. Meritate i complimenti, siete un modello che esporteremo e vi chiederemo una mano per essere ambasciatori di questo modo di fare scuola”.

“Oggi (ieri, ndr) è una giornata storica – ha dichiarato il governatore della Regione Veneto Luca ZaiaQuesto è un modello ideale di scuola perché qui un ragazzo può pianificare il suo percorso scolastico dai 14 anni fino al dottorato di ricerca. Ci sono segni di questa scuola in tutto il mondo: in Nuova Zelanda, per esempio, si conosce la vite grazie al lavoro di professionisti formati qui da voi. Ci sono 12 scuole enologiche in Italia e molte sono state realizzate ispirandosi a questo istituto. Avete 1500 ragazzi ma si vede molto ordine perché c’è tanta motivazione. Vogliamo investire ancora di più su di voi”.

Il ministro dell’Istruzione Bussetti, il governatore Zaia e l’onorevole Angela Colmellere sono stati accompagnati da alcuni studenti e professori a visitare alcuni loghi significativi della storica scuola: dal museo “Luigi Manzoni” al laboratorio di chimica e dall’aula degustazione, per conoscere l’abbinamento del vino con i formaggi, alla bottega del vino, per un brindisi speciale.

Il dirigente scolastico del “Cerletti”, Maria Grazia Morgan, grata al ministro per questa visita molto attesa, ha spiegato: “Questa scuola, nata nel 1876, è capofila in Italia delle scuole enologiche italiane. Nel tempo l’istituto ha subito un’evoluzione: ora siamo un vero e proprio campus, grazie anche alla presenza dell’Università di Padova. Abbiamo 1500 studenti, una sede distaccata a Piavon di Oderzo, 15 ettari di terreno, una cantina, un’azienda agraria e una fattoria didattica. Qui i ragazzi sviluppano della competenze per trovare un lavoro adeguato al percorso di studi che hanno intrapreso. Siamo una scuola inclusiva, che valorizza i portatori di bisogni speciali”.

“Io non ho meriti – conclude il dirigente Morgan – perché la ricetta è il lavoro di squadra e dei tanti collaboratori che stanno dietro le quinte”.

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(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Interviste video a cura di Andrea Berton © Qdpnews.it).
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