La città del passato, quando si andava a piedi: via Garibaldi tra gli scatti di Vittorio Celot Celotti

Foto d’epoca di via Garibaldi

Passeggiando tra le vie di Conegliano non possono non venire in mente le immagini immortalate dall’obiettivo di Vittorio Celot Celotti, appassionato fotografo che larga testimonianza lasciò della città del passato.

Uno scatto che fa parte di un nutrito archivio, composto da ben 2.467 istantanee, tutte classificate e ordinate per luogo.

Scatti visibili nel calendario realizzato dal figlio Alberto e distribuito gratuitamente alla libreria Canova, dove ogni mese è caratterizzato dall’immagine di un angolo diverso della città.

Dopo la vista del centro dalla Scalinata degli Alpini, lo sguardo scorre verso la veste di via Garibaldi, all’altezza cronologica degli anni cinquanta.

Il traffico di scorrimento di quel percorso stradale, regolato da un semaforo, in passato era sostituito da un ritmo più lento, segnato dall’assenza di vetture: le persone potevano camminare tranquillamente in centro strada.

Un fatto avvalorato anche dalla diversa veste di piazzetta duca d’Aosta, collocata poco più avanti e priva di quegli stalli blu che oggi tanto la contraddistinguono.

Il palazzone moderno, sede della banca con un sottoportico, che costeggia l’arteria viaria, era al tempo sostituito da un edificio in cui sfilavano portoni e diverse botteghette: tra queste anche una rivendita di tabacchi, nel tempo sostituita da un’edicola e oggi da una vetrina a luci spente.

Non c’è più traccia neppure dell’edificio che si affaccia sulla piazzetta, sostituito da una palazzina ristrutturata, sede di negozi e di appartamenti.

Sul lato destro della carreggiata si scorge un terrazzino sporgente dal palazzo storico, da cui Giuseppe Garibaldi si sporse per parlare alle folle (ancora oggi una targa ricorda questo fatto). Palazzo ora nascosto dalle impalcature per il suo restauro conservativo.

“Mia nonna mi raccontava il giorno in cui vide e sentì parlare da lì Garibaldi: lo ricordava come un omone, con la barba lunga e una camicia rossa”, ha raccontato Alberto Celot Celotti.

Mettendo a confronto le due foto è possibile notare quanto il passato, con la sua semplicità, abbia lasciato spazio al tempo attuale, contraddistinto dalla modernità delle palazzine e dell’arredo urbano, in risposta alle esigenze sorte nel tempo.

Ciò che resta intatta è la vista, alle spalle della piazzetta, del castello e di villa Gera.

(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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