La lettera aperta dell’ex City manager: “Quella stagione di speranza per il commercio coneglianese interrotta da una maledetta litigiosità”

Alla vigilia della seduta del Consiglio comunale che oggi pomeriggio dovrebbe esaminare il recesso dell’amministrazione Chies dall’associazione Conegliano in Cima (ma le minoranze hanno chiesto il rinvio del punto, ultimo dei 9 all’ordine del giorno), si fa risentire con una lettera aperta l’ex manager del commercio della città Rosario Cardillo (in foto), titolare del Marketing City Studio di Carpi (Modena).

La lettera di Cardillo, che riceviamo e pubblichiamo integralmente qui sotto, non mancherà di fare discutere i cittadini e i vari portatori di interesse del rilancio della città, e in particolare del suo centro (le parti in grassetto della lettera sono state evidenziate dalla redazione di Qdpnews.it).

CONEGLIANO: IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI (“Felici, non troppo”)

“Il primo amore non si scorda mai, ed è per questo che la lite in atto sulla gestione e sul futuro dell’associazione di promozione del commercio nel centro urbano di Conegliano riapre nella mia sensibilità professionale una ferita dolorosa.

Iniziai nel 2007 a occuparmi di Conegliano, facendo sottoscrivere al primo cittadino di allora, agli operatori economici e ai loro rappresentanti sindacali il “PATTO PER IL PENSIERO POSITIVO”.

Si aprì, allora, una stagione di speranza per il commercio locale, sulla spinta di una propensione dichiarata (ma evidentemente non abbastanza metabolizzata) verso una partnership sincera ed emotivamente intelligente tra le sfere pubbliche e private, interessate a valorizzare la vocazione commerciale dell’area centrale della seconda città del trevigiano.

Nacque “Conegliano in Cima”, la prima associazione pubblico-privata, in provincia di Treviso, per la gestione coordinata del Centro Commerciale Naturale.

Dopo qualche anno di azioni positive e di esperienze unitarie e di successo, riemerse purtroppo la maledetta litigiosità, il deleterio fenomeno che nessuno, ancora, è mai riuscito a sradicare da quella parte di comunità, da quei portatori d’interessi che da decenni si dannano attorno al tema del rapporto Commercio-Città.

Lo dissi nel 2017, in premessa al Piano di Marketing Strategico (finito in un cassetto) presentato a conclusione del mio ultimo incarico a Conegliano: C’è una prova inconfutabile che dimostra la scarsa affezione alla propria città da parte di taluni soggetti, ed è quella che li vede usare di frequente la stampa locale per amplificare le lotte intestine sul tema della promozione urbana e delle relative forme aggregative, pubblicizzando le liti e i contrasti, sottraendosi all’impegno di diffondere attraverso i media un’immagine accattivante del Centro Città, anche sotto il profilo delle relazioni umane e sociali.

“Che si sappia – urla lo strillone sventolando l’ultima edizione – Il Centro di Conegliano è luogo di contrasti, non di Armonia! Se vi va, veniteci lo stesso, ma siete avvisati…”.

Un’abitudine, quella di sventolare vessilli di parte sulla stampa che lascia aperti molti dubbi sulle reali motivazioni, inconsce o consapevoli, di tali soggetti. Di tutto questo, ahimè, la vera vittima sembra essere proprio la città.

Si tratta di un menù di conflitti che comprende ingredienti amari: lotte individualiste al vertice dell’ente di promozione, scissioni, incomprensibili serrate in occasione di eventi commerciali, competizione nei confronti dell’ente pubblico partner, e ora dubbi sui bilanci, durata dei mandati, ecc.

Dopo 15 anni di impegno professionale che mi hanno visto diffondere, accanto ad Ascom, la buona novella delle partnership pubblico-private, in provincia di Treviso, in decine di realtà comunali che ne hanno fatto tesoro, per la prima volta accade l’imprevedibile: appare la sconcertante notizia pubblica che il Comune di Conegliano intende recedere dalla compagine unitaria per la promozione del Centro Commerciale Naturale, oggi Distretto del Commercio, causa dissidi con il gruppo dirigente dell’associazione “Conegliano in Cima”.

Chi ha torto e chi ha ragione? Non è questo il problema. C’è un aspetto di spessore sociologico che va valutato e che lo studioso Daniele Marini spiega in modo scientifico ed esaustivo nel suo volume “Felici, non troppo”, un sondaggio sulla qualità della vita percepita, che mette a confronto i dati emersi dalla Marca Trevigiana, in generale, con quelli estratti nello specifico dall’area coneglianese.

“… La percezione – a Conegliano – è quella di una società un po’ seduta, dove il futuro ha un respiro corto, oltre che preoccupato.” Una società fatta di individui che in caso di bisogno si chiudono nella sfera personale. Le reti di sostegno ci sono, afferma Marini, ma sono individuate più nella cerchia amicale e familiare, segno di una comunità individualizzata e non orientata ai sistemi collettivi.

Inoltre, nel coneglianese, una quota ben più elevata di persone, rispetto alla Marca nel suo complesso, non entra nelle reti associative.

Questa scarsa propensione alla dimensione collettiva, messa in evidenza da Daniele Marini, è forse il sub-strato culturale di introversione che fa da concime alla insorgenza di conflitti e soprattutto di individualismi.

A farne le spese di questo clima è anche il piccolo commercio, cioè la dimensione che prima di ogni altra potrebbe esprimere un ambito di qualità e di diffusione di buone relazioni umane.

Naturalmente, i conflitti generano immobilismi e bloccano la progettualità anche su temi decisivi per la valorizzazione del commercio, come la pedonalizzazione della T urbana costituita da Viale Carducci e da una porzione degli assi interagenti dei corsi Vittorio Emanuele e Mazzini, di fronte alla monumentale scalinata degli Alpini che invita al Centro storico.

A differenza della Città di Montebelluna che, negli anni scorsi, ha realizzato con grande coraggio una riforma urbana di livello storico ed epocale, Conegliano sembra in grave difficoltà nel progettare un futuro proficuo di innovazioni urbane e sociali.

In questi casi, c’è una sola strada da intraprendere: quella dell’apertura di un percorso reale e capillare di progettazione partecipata dalla comunità, per la rigenerazione urbana, accompagnato da una massiccia e intensa fase formativa finalizzata alla maturazione, nei target group interessati e in quelli giovanili, di competenze e intelligenze emotive adeguate, di una cultura delle relazioni basata sulla comunicazione empatica, che possa evolversi in empatia sociale. Come afferma il Prof. Matteo Rizzato: “Non è il successo che porta alla felicità ma, al contrario, è la felicità che porta al successo“. Una felicità che Conegliano attende da troppo tempo”.

Rosario Cardillo, 8 marzo 2023

(Foto: per concessione di Rosario Cardillo).
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