L’ex area Zanussi divide il consiglio comunale: “sì” ai tavoli tematici, “no” a tutto il resto

L’ex area Zanussi

Non c’è intesa tra maggioranza e minoranza di Conegliano sul caso dell’ex area Zanussi e questo è emerso durante il consiglio comunale di ieri sera, dove sono state discusse ben quattro mozioni sul tema.

Un consiglio comunale dove sono risultati chiari due fronti tra loro contrapposti: da un lato l’opposizione compatta nel mettere in dubbio l’operato dell’amministrazione, “colpevole” di non aver coinvolto il consiglio stesso sulla faccenda, dall’altra la maggioranza, impegnata a difendere il proprio operato e a far rimbalzare tutte le accuse mosse.

Delle quattro mozioni presentate, solo quella inerente i tavoli tematici è passata, solo dopo però aver subìto un emendamento, che stabilisce come ci sia tempo entro la fine dell’anno per istituirli e non una ventina di giorni come l’opposizione aveva richiesto. Emendamento che ha richiesto la sospensione momentanea del consiglio, per lasciare spazio a un confronto tra i capigruppo.

Una discussione che si è svolta non senza toni accesi e con diversi scambi di accuse reciproche.

Botta e risposta tra maggioranza e opposizione

Tutto è iniziato con le parole di Francesca Di Gaspero (Noi democratici) la quale ha ribadito ancora una volta che è stato “saltato a piè pari il consiglio comunali”, affermando il “rischio che sia un secondo flop come le Torri Verdi”.

Di Gaspero ha inoltre citato le difficoltà immobiliari della città, i problemi legati al parcheggio, al traffico e agli spazi commerciali vuoti. Parole a cui si sono aggiunte quelle di Alessandro Bortoluzzi (Gruppo misto), il quale ha dichiarato che il “percorso finora seguito non si può dire che sia stato trasparente”.

“Bisogna raddrizzare questa pianta, che sta crescendo un po’ storta. Siamo partiti male”, ha continuato, evidenziando i ritardi che a suo dire ci sarebbero nella programmazione e affermando che i documenti depositati dal privato, per una proposta di accordo con il pubblico, in realtà sarebbero frutto di “una precedente interlocuzione”: “Le cose sono molto più avanti di quanto è stato detto”, ha affermato Bortoluzzi.

Stefano Dugone (Libertà civica e popolare-Conegliano al centro) ha invece posto l’accento sulla mancanza da tempo di “prezzi calmierati” nel campo immobiliare: situazione, a suo dire, da tenere ben in considerazione per la questione della Zanussi, considerata la sua dichiarata destinazione residenziale.

“Non voglio fare polemica – le parole del sindaco Fabio Chies che, come affermato dal consigliere di maggioranza Enzo Perin, avrebbe preferito una mozione unica sulla questione, anzichè quattro – Noi non andiamo avanti su sollecitazione dell’opposizione e invito a fare meno polemiche e contrapposizioni, ma a verificare di più“.

“Faremo i tavoli di concertazione il più presto possibile, per conoscere il progetto definitivo dell’area e, quindi, determinare il valore – ha aggiunto, rimarcando la trasparenza dell’amministrazione – Fare una discussione senza avere qualcosa di progettuale, è cosa sterile. Noi vogliamo una città evoluta e quindi una progettazione che soddisfi il futuro di Conegliano”.

Parole che non hanno soddisfatto le minoranze, considerato che Piero Garbellotto (Libertà civica e popolare) ha ribadito “l’intenzione della minoranza di ripetere la richiesta di un consiglio straordinario”, qualora l’opposizione non sia sufficientemente coinvolta.

Lucrezia Aggio (Fratelli d’Italia) ha quindi esposto la seconda mozione riguardante “l’attivazione di una consultazione di tutte le parti sociali”. “Tale percorso sarebbe potuto iniziare diverso tempo fa e vorrei sapere i prossimi passi da compiere per arrivare all’obiettivo – l’attacco di Bortoluzzi – Non vogliamo un incontro dove ci sia una cattedra in cui venga esposto qualcosa di già definito. Si presti attenzione ai tempi, che siano adeguati: bisogna dare un’accelerata alle cose”.

Secondo Di Gaspero servirebbe redigere un nuovo Pat, che tenga conto di tutte le trasformazioni della città. Ma la discussione ha preso una certa piega quando Maurizio Tondato (Lega) ha ricordato il documento con la proposta di accordo depositata dal privato, secondo lui troppo sbilanciata verso lo stesso privato.

“Il Piano degli interventi non quantifica i parametri urbanistici, ma secondo il documento il privato ottiene fin da subito la certezza della volumetria edificabile (300 mila metri cubi), per un intervento quasi completamente a uso residenziale – ha affermato – Tutto senza degli studi sul reale assorbimento dell’offerta. La spesa della bonifica (tra i 10 e 15 milioni di euro) sarebbe scomputata completamente dagli oneri di urbanizzazione da versare al Comune”.

La soluzione ideale, quindi, secondo Tondato sarebbe quella di istituire un “pool di professionisti esperti, che guardino all’interesse della città”, “individuare gli obiettivi dei prossimi 10-20 anni, per intervenire sul Piano degli interventi” e “solo dopo verificare la corrispondenza tra i progetti e gli obiettivi prefissati”.

“Non abbiamo accettato nessuna proposta: viene sempre instillato il dubbio a tal proposito”, la replica del primo cittadino, il quale ha riferito di aver richiesto un preventivo lo scorso 13 ottobre a una società specializzata nella creazione e organizzazione di tavoli tematici. 

Proposto un emendamento, che stabilisce la creazione dei tavoli entro fine anno, la mozione è stata approvata. L’unica della serata ad aver ricevuto un “sì” unanime.

Tutela dell’archeologia industriale dell’area e una perizia sul valore della parte pubblica: muro della maggioranza

Il “no” è invece scattato per le ultime due mozioni presentate, una relativa alla salvaguardia degli edifici di archeologia industriale dell’area e l’altra su una stima immediata circa il valore della parte pubblica dell’ex area Zanussi.

Sul primo punto Filippo Secolo (Libertà civica e popolare) ha sottolineato la necessità di “rivendicare il significato di una parte della storia della città”, facendo in modo che “strutture esistenti di archeologia industriale costituiscano il fulcro degli interessi nell’area”.

“Il dato della memoria storica è un elemento importante per tanti coneglianesi”, il commento aggiuntivo di Bortoluzzi.

Argomentazioni che non hanno però convinto i banchi della maggioranza, che ha fatto muro su questo aspetto.

Muro di cemento anche di fronte alla mozione per “stabilire il valore degli edifici e acquisire una stima per quantificare il valore della proprietà pubblica”: “Credo che il privato abbia ben chiaro il valore della proprietà che ha acquisito e lo dovremmo avere anche noi – l’osservazione di Alessandro Bortoluzzi – Lo ritengo un passaggio fondamentale prima di mettersi al tavolo della trattativa”.

“Trovo inesatta la formulazione della mozione – ha asserito il sindaco – Il valore di stima deve essere fatto nel momento in cui sapremo cosa dovremo fare lì. Andrà fatto in quel momento, per massimizzare il valore dell’area per il Comune”. Un aspetto per il quale la maggioranza ha avanzato una proposta di emendamento della mozione.

“L’area è stata acquistata all’asta, per cui una valutazione è stata fatta – ha ribattuto Bortoluzzi – Ciò, a mio parere, smentisce quanto asserito dalla maggioranza: il ragionamento non fila. Prima di cedere una proprietà, bisogna sapere a quanto si sta rinunciando”.

Un punto su cui è intervenuto anche Claudio Toppan, vicesindaco con delega ai Lavori pubblici: “Dobbiamo basarci su una proposta di progetto, la curatela fallimentare non aveva nulla, ma solo dei fabbricati – ha spiegato – La perizia dovrà basarsi su un progetto: non c’è attualmente un indice definito e nemmeno degli elementi per un’analisi“.

“La stima in questo momento la ritengo una spesa inutile e fuorviante rispetto al valore che avrà quando l’area sarà progettata”, la battuta finale di Fabio Chies.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
#Qdpnews.it

Total
0
Shares
Articoli correlati