Prosecco Doc Imoco, dalla paura alla goduria: PalaWanny espugnato, finale scudetto in parità

Serata per cuori molto forti a Palazzo Wanny di Firenze, dove in Gara2 di finale scudetto la Savino Del Bene Scandicci va in vantaggio due volte nel conto dei set ma poi capitola al tie-break, che fu fatale alle pantere in Gara1.

Poco brillante e a tratti fallosa come mai in questa stagione di Serie A1 Tigotà, la Prosecco Doc Imoco Conegliano soffre molto ma ha il merito di non mollare (attingendo a piene mani anche dalla panchina) e trova il guizzo vincente nel finale, rimontando le toscane anche nel tie-break. La serie di finale scudetto riprenderà mercoledì sera al Palaverde con Gara3, che comunque vada non sarà decisiva.

Gli starting six

Davanti al campione del mondo di calcio 1982 Giancarlo Antognoni, idolo di Firenze, e al Ct in carica dell’Italvolley femminile Julio Velasco, i due allenatori finalisti non cambiano idee rispetto a Gara1: Massimo Barbolini conferma Ognjenovic – Antropova, Carol – Nwakalor, Zhu – Herbots e Parrocchiale libero. Daniele Santarelli risponde con le titolarissime Wolosz – Haak, Fahr – Lubian, Plummer – Robinson e De Gennaro libero.

Primo set

Su il sipario e subito Plummer – una delle pantere meno brillanti di Gara1 – a segno, al termine di uno scambio ricco di prodezze. Wolosz sposta il pallone dall’altro lato dell’attacco ed ecco servito il 2-0. Di Zhu il primo punto gigliato, seguito da un’autentica prodezza di Antropova, capace con un solo attacco di aggirare il muro a tre (!) dell’Imoco e anche confondere De Gennaro in seconda. Le pantere cercano la fuga, Antropova le bracca al netto di due brutti errori, uno al servizio e l’altro consistente in un lob che si insacca in rete. Sbavatura di Scandicci in ricezione, Wolosz può apparecchiare un pallone d’oro per Lubian, che la ringrazia. Saggio Barbolini a chiamare il primo time out di giornata sul 7-11: al rientro le sue danno filo da torcere alle campionesse in carica, le quali mostrano una predilezione per il pallonetto che non sempre dà le giuste soddisfazioni. S’erge a protagonista il muro toscano, che raggiunge a quota 12 le ospiti. “Meno regali alle nostre avversarie” è stato il leit motiv in casa pantere alla vigilia di Gara2, ma allora non si capiscono errori come quello di Fahr che dà il vantaggio a Scandicci. Dentro Gennari di qua e Diop – Di Iulio di là, ma Antropova fa capire che è in buona serata anche dai 9 metri (ace su Robinson, break di 6-1 per Scandicci). Poi le toscane calano un po’, tornano indietro nel punteggio e Barbolini torna alla diagonale titolare. Haak è ok dai 9 metri, Barbolini si convince (sul 16-19) che è il momento di spezzare il ritmo della svedese in battuta. Se Bella non fa ace c’è il muro gialloblù a frenare l’irruenza scandiccese. Festival del pallonetto al PalaWanny, Lubian si annoia e la chiude schiacciando. La rientrante Plummer abbatte Parrocchiale, il set sembra in discesa. Spettacolare il 41esimo scambio, chiuso da un attacco vincente di Antropova. Occhio perché la Savino Del Bene si avvicina, ergo tempo Santarelli. L’opposto scandiccese vanifica un salvataggio mitologico di De Gennaro, Simbari e Piana notano un’invasione di Lubian ed è 22 pari. Muro di Carol, sorpasso gigliato ma black out totale di Conegliano, favorito da una Savino che difende tutto e di più. Annullato il primo setball, a Lubian scappa la palla al servizio e Conegliano perde un primo set che a un certo punto sembrava letteralmente in saccoccia.

Secondo set

Tra gli oltre 100 tifosi gialloblù presenti al PalaWanny e tutti gli altri si sprecano commenti e domande sul parziale appena perso dopo che le pantere si erano portate sul 22-17. Si riparte intanto tra errori e prodezze, come il punto del 4-3 Imoco nato da una palla salvata magistralmente da De Gennaro. Brilla Lubian al servizio, nel contesto di un match tanto incerto quanto teso, illuminato da gesti tecnici come il lob di Haak che trova in leggero ritardo Parrocchiale. Il punto al secondo tentativo consecutivo di Antropova è una chiara immagine della fame di scudetto di Scandicci, che però (anche) in questo set deve rincorrere. Sul 14-10 Haak tenta la prima, vera fuga di serata ma il muro di casa glielo impedisce. Infinito il 27esimo scambio (bene Bardaro), chiuso in diagonale da Antropova: Santarelli si lamenta. Haak si fa beffe del muro super aperto di Scandicci e scava il solco nel taraflex rosa. Due attacchi frustrati dell’Imoco nello stesso scambio (Savino a -2) fanno scattare un (nuovo) campanello d’allarme nella panchina coneglianese, che interrompe il gioco. Quest’ultimo si conferma più falloso del solito (soprattutto in attacco) anche alla ripresa, che (ri)vede De Kruijf in campo tra le ospiti. A segno Robinson, il tabellone dice 22-18 e Barbolini ammette, nel time out, che “questo è un giro difficile”. La speranza dei tifosi gialloblù è che non ci sia un nuovo black out, e quando arrivano 5 setball tutte le paure sembrano svanire. Anche qui non tutto fila liscio (Scandicci annulla i primi due) ma la cattiveria agonistica con cui Lubian mette giù la palla dell’1-1 fa ben sperare i tifosi delle pantere.

Terzo set

Parità praticamente totale dopo un’ora abbondante di gioco, segno distintivo di una finale scudetto molto equilibrata, come piace ai tifosi neutrali. Una curiosità dai tabellini: le due squadre hanno commesso lo stesso numero di errori sia nel primo sia nel secondo parziale, 7+7 Scandicci, 9+9 Conegliano. La notizia di inizio terzo set è il murone fragoroso ai danni di Zhu per il 2-1 Imoco, seguito da quello meno appariscente ma altrettanto efficace di Fahr su Nwakalor. “Muratrici” in grande evidenza in questa fase del gioco, compresa Herbots che dà il primo vantaggio alle sue (6-5), le quali provano a scappare. Dentro Lanier in casa Imoco, ma è Antropova a chiudere il memorabile 16esimo scambio del set, in cui Scandicci ha difeso cose dell’altro mondo. Occhi spiritati per Santarelli nel time out, del resto il momento lo richiede: Lanier a segno al rientro, ma a tratti Antropova è immarcabile e anche le sue compagne ne seguono l’esempio. Ne deriva un 17-12 per le toscane dopo l’attacco sbagliato da Lanier, con Santarelli che chiama a rapporto le pantere, tra le quali si nota Haak tenersi la borsa del ghiaccio non solo sulla nuca ma anche sopra la fronte. Dentro De Kruijf, che trasforma subito in oro un pallone vagante. Il videocheck scopre due tocchi di rete consecutivi delle pantere (prima Lanier, poi Haak), passano i minuti e Scandicci si issa sul 22-15 e – quel che è peggio – non sembra nella serata in cui le possano capitare amnesie (come invece quella occorsa alla Prosecco Doc nel primo parziale). Ognjenovic apparecchia una tavola imbandita per Nwakalor, e sono 7 i setball gigliati. Haak cerca di strafare in battuta: la palla è in rete, Scandicci è in festa.

Quarto set

Gli occhi quasi spaesati di Santarelli, colti dalle telecamere mentre il terzo set tramontava, dicono molto di una Prosecco Doc Imoco che non riesce a trovare, già da Gara1, il bandolo della matassa contro una Savino Del Bene Scandicci che – va sempre ricordato e ribadito – sta giocando una finale scudetto di altissimo livello. Servono ora pantere al 100% per andare al secondo tie-break consecutivo, ma il tabellino del terzo set dice che Wolosz e compagne aumentano gli errori mentre le gigliate li diminuiscono rispetto alla prima ora di gioco. Scandicci prova a scappare il prima possibile (5-2), Santarelli blocca tutto e invita le sue ad andare avanti “step by step”. Ripresa, e Antropova sparacchia il servizio in rete: segno del destino? Intanto è 6 pari. Fuoco di paglia? Il pallonetto delizioso di Haak dimostra che c’è vita, oltre che nell’etere, anche nella metà campo ospite: Plummer ribadisce il concetto con l’attacco del vantaggio. Si gioca a lungo punto su punto, a beneficio dell’audience tv, che può godere a pieno della magia di Wolosz, a segno in semipiroetta, e dell’assist di Zhu per Antropova che scava una voragine sui 6 metri ospiti. Plummer trova l’ace e c’è un break “vecchi tempi” di 4-0 pro Imoco. Gli scambi sono lunghi, bisogna fare i conti anche con l’acido lattico, Scandicci non molla e vede il traguardo vicino. Capolavoro di Haak: 18-17, cambi per Santarelli ma è Herbots, in questa fase del match, la carta vincente di Barbolini. La belga è scatenata, il tecnico umbro “deve” fermare il gioco per un minutino perché la Savino si issa sul 21-19. Malissimo Plummer quando regala una freeball che Scandicci trasforma tosto in punto. Si sorpassa e controsorpassa a gogo: al setball unico arriva prima Conegliano, che trova il tie-break anche grazie a una prodezza in difesa di Bardaro.

Quinto set

Pure Gara2 si decide nel mini parziale, e secondo molti osservatori è giusto così. Avvio arrembante di Scandicci: 4-1. Sbaglia (ebbene sì) anche Antropova, che non trova la misura della battuta. C’è pure Gennari tra le marcatrici di serata, poi – a grande richiesta nel Coneglianese – torna la fast di De Kruijf. Gennari manda in confusione Parrocchiale, Barbolini è troppo esperto per non chiamare tempo e ripassare qualcosa sulla rice. Si scriveva, qualche riga sopra, della partenza arrembante delle toscane, ma al cambio di campo di metà set è avanti, sia pure di un solo punto, l’Imoco: c’è di peggio nella vita. Ampiamente fuori il muro di Antropova su Plummer, Simbari chiede tuttavia l’intervento del check in “autotutela”. Conegliano arriva per prima anche alla doppia cifra con la stessa americana – quasi trasformata rispetto alla prima parte di gara – che poi trova un altro punto (propiziato da un tuffo ipersonico di De Gennaro). Adesso è a Conegliano che funziona ogni fondamentale: 12-9 e questa volta no, questa volta un vantaggio così importante nel quinto non si può sprecare. Murone imperiale di Fahr, Haak quasi la bacia. Plummer! E sono 4 matchball. Dentro Robinson: il primo se ne va, il secondo no. Questa volta no.

SAVINO DEL BENE SCANDICCI 2 – PROSECCO DOC IMOCO VOLLEY CONEGLIANO 3 (25-23, 21-25, 25-19, 23-25, 11-15). Arbitri: Simbari di Milano, Piana di Modena e Verrascina di Roma. Gara3: mercoledì 24 aprile con primo servizio alle ore 20.30 al Palaverde. Serie sull’1-1.

(Foto: Rubin per LVF).
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