Cornuda immagina la ripartenza dopo il Covid. Il sindaco: “Chi amministra ha l’obbligo di guardare al futuro”

Ieri in tutta Italia si sono ricordate le vittime del Covid e le amministrazioni comunali hanno onorato, con un minuto di silenzio e con le bandiere a mezz’asta in municipio, tutte le persone che il virus ha portato via per sempre in questo anno da dimenticare.

L’emergenza epidemiologica ha messo alla prova anche la comunità di Cornuda, che ora si trova ad affrontare le restrizioni della zona rossa per il Veneto.

Sono tante le preoccupazioni delle famiglie e delle imprese di Cornuda ma per il sindaco Claudio Sartor, oltre all’aspetto economico, non va trascurato quello “sociologico”.

“Il primo aspetto è noto a tutti – spiega il sindaco Sartor – Le chiusure hanno messo in difficoltà le attività economiche e tante persone sono rimaste senza reddito per mesi. C’è stato un vero e proprio smottamento del ceto medio e i prossimi mesi non si prospettano migliori. Purtroppo, ci siamo anche chiusi e isolati: molta gente è scomparsa dai ‘radar’ quotidiani. Non è un bel segnale per un territorio come il nostro che è cresciuto sul volontariato, sulla coesione sociale e sui legami stretti”.

Non sono mancate le difficoltà nell’anno appena trascorso, soprattutto durante il lockdown ma anche nelle ultime settimane perché la gente ora non ce la fa più.

“Le difficoltà maggiori le abbiamo avute nel primo periodo – continua il sindaco di Cornuda – Chi era abituato alle restrizioni, alle chiusure e all’isolamento? Le attività non sapevano come fare. C’è stato un gran bisogno di mettere in piedi nuovi servizi. Racconto un fatto emblematico per descrivere lo smarrimento della gente. Dovendo muovermi per motivi amministrativi, quando arrivavo in qualche posto la gente approfittava per chiamarmi e farmi avvicinare alla propria abitazione per fare due parole e per chiedermi informazioni. Sentivo proprio il disagio di essere rinchiusi”.

Anche nella comunità di Cornuda non è mancato l’impegno del volontariato locale grazie al grande lavoro della Protezione civile e di altre associazioni del paese per sostenere le persone e aiutare l’amministrazione comunale ad organizzare la vita della comunità.

“I cittadini di Cornuda si sono comportati bene, c’è stata infatti responsabilità da parte di tutti, e stanno facendo ancora sacrifici – conclude il sindaco – L’amministrazione comunale non si è mai fermata: la gestione della pandemia ha rallentato l’agire amministrativo ma non ha messo in discussione i progetti. Chi amministra ha sempre l’obbligo di guardare al futuro. Stiamo programmando le nuove strutture scolastiche e nuovi spazi per la casa di riposo e per il sociale. Stiamo affrontando una variante urbanistica e poi un restyling di tutte le strutture sportive. Ripartiremo e basta”.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
#Qdpnews.it

Total
0
Shares
Articoli correlati