Da Cornuda a Buenos Aires, l’omaggio di Lino Brotto e dei Tragos de Tango per il centenario del musicista Astor Piazzolla

Cento anni fa, l’11 marzo 1921, nasceva a Mar della Plata Astor Piazzolla (scomparso a Buenos Aires il 4 luglio 1992), il più importante musicista, compositore e arrangiatore argentino, strumentista d’avanguardia e riformatore del tango, contaminato con le sonorità jazz.

Lino Brotto, chitarrista jazz di Cornuda , non si è lasciato scappare l’occasione dell’importante anniversario per  rendere un doveroso omaggio ad Astor Piazzolla, con un progetto musicale di fresca creazione, che ripercorre il repertorio del geniale musicista argentino: il Tragos de Tango, formato insieme a Daniele Vianello (contrabbasso) e Walter Lucherini (bandoneon). Domani, 11 marzo, esce il primo video del trio sulle note di “Michelangelo 70”, girato a Venezia nei saloni di Ca’ Sagredo, nobile palazzo sul Canal Grande.

Dopo avere esplorato il new jazz, suonando nella formazione del sassofonista Aaron Tesser, e riportato in auge, insieme al gruppo Alma Swing, il vitale chitarrismo di Django Reinhardt, il “re” del jazz contaminato dalla cultura nomade manouche, adesso Lino Brotto entra nell’affascinante mondo del tango argentino e nell’atmosfera delle “milonga” di Buenos Aires. Con la visione (e la speranza) di poter proporre dal vivo le composizioni di Astor Piazzolla, in un prossimo futuro finalmente “libero” dalle restrizioni dell’emergenza Covid-19.

La pandemia ha fermato la musica dal vivo, però tu in effetti non ti sei mai bloccato, continuando la tua ricerca musicale. Adesso stai portando avanti il progetto su Astor Piazzolla.

“E’ un omaggio all’anno di nascita di Astor, di cui ricorre il centenario. Stiamo realizzando questo nuovo progetto con i pezzi più importanti del suo repertorio. Ci chiamiamo Tragos de Tango, siamo un trio di cui vado molto fiero e abbiamo anche realizzato di recente dei bellissimi video. Speriamo di poterlo portare in giro entro breve. E’ una passione per il tango che a me è venuta non solo per l’anniversario di Piazzolla, ma anche perchè noi suoniamo tango milonghero, che è quello che si suona nelle milonga dove si balla il tango. E io sono anche un ballerino di tango, tra parentesi. Quindi il progetto è legato ad Astor Piazzoll nei concerti, ma anche al tango argentino e a tutti gli autori che hanno prodotto musica per ballare con le grandi orchestre, che noi abbiamo ovviamente riarrangiato per riportarla alla dimensione del trio, ma in cui ci sono tutte le parti orchestrali che servono. Per noi suonare non è solo una ricerca filologica, ma è anche dare una bella emozione a chi ci ascolta”.

Parliamo anche del maestro Franco Cerri. Quest’anno ha compiuto 95 anni. Tu hai avuto il piacere e l’onore di suonare con lui, in occasione del concerto per il suo novantesimo compleanno, che si tenne a Treviso cinque anni fa con i dieci migliori chitarristi italiani.

Mi piace ricordare questa esperienza che è stata unica. Credo che sia stato, per noi chitarristi, uno dei concerti più memorabili, nella storia della musica legata alla chitarra degli ultimi anni. Franco Cerri è sempre stato il mio idolo, perchè anche io sono un chitarrista jazz e sono cresciuto con i suoi dischi, che andavo a recuperare dai vari personaggi trevigiani anziani che avevano questi dischi in vinile. Io cercavi di farmeli prestare, per riuscire a capire cosa facesse Franco Cerri, che vedevo solo in televisione. E mai avrei pensato di poterci suonare insieme, non solo quella volta a Treviso ma parecchie altre volte. Ho conosciuto una persona che, oltre ad avere una grandissima cultura musicale, ha  una umilltà e una bontà d’animo veramente incredibile. Ricordo che con gli Alma Swing  Franco Cerri ha anche registrato dei brani, quindi siamo forse l’unico gruppo trevigiano che ha lo portato in studio ed è presente nel nostro ultimo album”.


(Fonte: Cristiana Sparvoli © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it © Riproduzione riservata).
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