Eucarestia ai divorziati: per il papa è concessa anche senza l’astinenza

Papa Francesco in Vaticano in una foto d’archivio

Le coppie composte da persone divorziate o risposate possono accedere all’Eucarestia pur senza astenersi dai rapporti sessuali: questa possibilità per la Chiesa ha validità di “magistero ordinario”. Tale interpretazione della Parola di Dio arriva direttamente da Papa Francesco in risposta al cardinale Dominik Duka che nelle scorse settimane ha portato il tema all’attenzione del pontefice a nome della Conferenza episcopale ceca.

Quanto richiesto dall’arcivescovo emerito di Praga fa riferimento all’interpretazione dell’”Amoris Laetitia”, esortazione apostolica del pontefice risalente al 2016 (l’esortazione apostolica vale come documento ufficiale) che ha fatto sintesi dei precedenti sinodi sul tema della famiglia.

“Amoris Laetitia” già riconosceva la possibilità per i divorziati in nuove unioni di accedere all’Eucarestia a condizione che questi vivessero “in piena continenza” ovvero astenendosi da rapporti carnali. Il documento faceva infatti riferimento al magistero dei precedenti pontefici – Giovanni Paolo II e Benedetto XVI – che esortavano a vivere le seconde unioni come “fratello e sorella”.

Nella sua risposta al cardinale Duka, papa Francesco ufficializza l’interpretazione meno rigida dell’“Amoris Laetitia”. Stando al Dicastero per la Dottrina della Fede il pontefice riafferma “la proposta della piena continenza per i divorziati e i risposati in una nuova unione, ma ammette che vi possano essere difficoltà nel praticarla e quindi permette in certi casi, dopo un adeguato discernimento, l’amministrazione del sacramento della Riconciliazione anche quando non si riesca a essere fedeli alla continenza proposta dalla Chiesa”.

In poche parole, si ammette che l’astensione completa dall’intimità sessuale sia una richiesta abbastanza irrealistica per la maggior parte delle coppie cattoliche divorziate e risposate, aprendo loro la possibilità di accedere al Sacramento purché queste si mettano, per modo di dire, una mano sulla coscienza.

L’interpretazione di papa Bergoglio sposta dunque l’ago della bilancia verso l’individuo e il suo percorso di fede ponendo l’accento sul ruolo fondamentale dei sacerdoti ai quali spetta il compito di accompagnare i fedeli divorziati e risposati “sulla via del discernimento secondo l’insegnamento della Chiesa e gli orientamenti del Vescovo”.

Il percorso a cui sono chiamate le coppie, dunque, non si esaurisce al solo Sacramento: il pontefice invita loro a perseguire la strada della preghiera e a partecipare alla vita della propria comunità pastorale rimettendoli “nelle mani di Dio” che (al di là di ciò che accade sotto le lenzuola) peserà le loro azioni misurando la fede e il livello di discernimento che manifestano.

(Foto: Qdpnews.it ©️ riproduzione riservata)
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