Orsago, Antonio Michielin ha festeggiato il traguardo di 100 anni: per lui una targa dall’amministrazione

Antonio Michielin ha festeggiato 100 anni nella giornata del 23 giugno 2020: “E sono tutti miei!”, ha commentato con una voce che tradiva la grande emozione e una certa vena di buon umore e di leggerezza gioiosa. Ha festeggiato con tutti i suoi familiari anche se, per una sera, è andato a letto oltre le 22.30, come è abituato a fare da sempre.

Tante sono state le persone che gli hanno dimostrato affetto e simpatia: la giunta di Orsago, guidata dal sindaco Fabio Collot, ha voluto incontrarlo, per fargli gli auguri e donargli una targa.

In municipio erano presenti anche l’Associazione Anziani con il suo presidente Mario Zanchetta, il Circolo Culturale don Giuseppe Zago della presidente Rita Agnolet, il parroco don Mario Casagrande.

Il primo cittadino si e complimentato con il neo centenario, Rita Agnolet si è unita a questo sentimento anche a nome dei presidenti storici del Circolo. Don Mario ha evidenziato che Antonio Michielin rappresenta una memoria storica per Orsago, anche per il suo passato di eroe di guerra.

Dopo il momento civile la festa è proseguita in famiglia, con la moglie Clara (di due anni più giovane di lui), i figli Gianpiero e Nicoletta (lui già presidente della Banca della Marca, entrambi commercialisti), l’adorata nipote, Lucia, “la luce dei suoi occhi”.

A lei ha dedicato il suo secondo libro “Spigolando qua e là” Dario De Bastiani Editore, una raccolta di racconti del passato. Già, perché Toni, ha pubblicato anche, edito dalla stessa casa editrice nel 2003, un primo testo, dal titolo “La Ghirba”, nel quale ha raccontato quanto ha vissuto nella seconda Guerra Mondiale, al fronte e in prigionia in Africa.

Cosa rappresentano queste due pubblicazioni?

“Il primo è il mio diario, in cui racconto la mia avventura in guerra e il mio ritorno. Quando avevo 20 anni – spiega – sono stato chiamato alle armi. Sono stato sul fronte francese delle Alpi Marittime, poi sono partito per l’Africa come secondo dattilografo. Là abbiamo combattuto da Tobruch a El Alamein, fino a retrocedere in Tunisia, alle dipendenze del generale Rommel. Ho trascorso tre anni in un campo di prigionia in Algeria, lavorando da un signore di origini italiane. Il secondo libro è una raccolta di storie minori, di tradizioni, di curiosità, di personaggi e situazione del passato, che hanno fatto la storia di Orsago. E Orsago è la nostra casa”.

Toni una volta tornato nella sua terra natale nel 1946 è entrato nelle Ferrovie dello Stato, dove, ricorda, ha fatto tutta la carriera a servizio dello Stato, con grande senso di responsabilità e del dovere, dalle funzioni più umili per diventare Capo del Personale Viaggiante Sovrintendente per il dipartimento di Venezia, prima di andare in pensione nel 1976.

Nel 1950 si è sposato con Clara, quella bambina che abitava poco distante dalla sua abitazione e che ha sempre frequentato: “Facendo due passi ero da lei, ho sempre vissuto con lei”.

Il segreto di un matrimonio che dura da settant’anni? “Deve essere d’amore!” – dice senza esitazione alcuna – Lei è qui al mio fianco. Questo mi basta!”, aggiunge con grande tenerezza.

E il segreto per arrivare a 100 anni? “Non bisogna esagerare con il mangiare. E poi, sa, io sono una persona precisa. Seguo i miei orari. Alla sera, ad esempio, non riesco a vedere la fine di un film o di un programma, che magari mi interessa, perché alle 22.30 io vado a letto”.

Lei ha vissuto e sa cosa sia la guerra. Quale insegnamento le viene per le generazioni di oggi? “Le guerre sono da evitare in ogni caso. Bisogna cercare un compromesso, che si può sempre trovare, senza arrivare allo scontro”.

(Fonte: Loris Robassa © Qdpnews.it).
(Foto: Comune di Orsago).
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