Un clima familiare per l’ingresso del nuovo parroco don Claudio

La messa d’ingresso di don Claudio Carniel a Orsago

I gesti sono importanti ed eloquenti. Lo si è respirato nella messa prefestiva di ingresso del nuovo parroco di Orsago, don Claudio Carniel, accompagnato dal cappellano don Gabriele Pancotto. La quinta parrocchia che guiderà, assieme a quelle di Cordignano, Ponte della Muda, Pinidello e Villa Belvedere.

Alle 19.45 dello scorso sabato don Claudio ha preso posto sulla sede presidenziale, fino ad allora occupata dal vescovo Corrado Pizziolo. E’ arrossito e gli occhi hanno brillato, rivelando la sua emozione. I fedeli lo hanno applaudito. Poco dopo, al momento dell’offertorio, il primo dei doni portati all’altare lo ha tenuto fra le mani una persona, spinta su una carrozzina. Allo scambio della pace una bambina, chierichetta, con fare disinvolto è andata dal vescovo a stringergli la mano e lui ha apprezzato la sua dolcezza contraccambiando la stretta e lasciandosi andare ad un largo sorriso paterno.

Don Claudio al termine della liturgia ha preso il microfono portatile, ha tolto di tasca un foglio, con il suo abituale sorriso si è avvicinato e si è rivolto all’assemblea. «Uso due immagini. La prima dalla vita della famiglia. Cosa succede quando in una famiglia nasce il quinto bambino? E’ sempre una buona notizia anche se porta un po’ di sconquasso. E’ sempre una cosa bella. Così è stato per me e vivo questo momento per un figlio non aspettato ma ben accettato. L’augurio che faccio a me e a voi è che sia una bella sorpresa. La seconda immagine è quella del fuoco. C’è il fuoco che arde dentro ciascuno, l’Amore di Dio che è stato acceso nel cuore, attraverso la fede e l’azione dello Spirito Santo. C‘è il fuoco nelle nostre famiglie, l’amore degli sposi. C’è anche il fuoco della parrocchia. Chi lo tiene acceso questo fuoco? Quelli che cercano di fare dei servizi, dei ministeri, dal vescovo, ai preti, ai diaconi fino ai laici. Abbiamo bisogno di scaldarci».

Il vescovo Pizziolo nell’omelia ha evidenziato quali sono i servizi che offre il sacerdote, dall’annuncio della Parola alla catechesi, dalla eucarestia all’amministrazione dei sacramenti, in modo particolare quello della riconciliazione. E sul finire della messa, in un approccio familiare, ha spiegato che a 84 anni don Mario Casagrande vivendo alcune difficoltà ha lasciato il suo servizio a Orsago (dopo 17 anni) per andare a Oderzo in una comunità di sei sacerdoti. Il presule ha ringraziato don Carniel e don Pancotto per aver accettato questo nuovo e ulteriore impegno. In questo compito saranno affiancati da don Brunone De Toffol e da don Francesco Bernardin cappellano alla Casa di riposo San Pio X. Monsignor Pizziolo ha avuto parole di riconoscenza anche verso don Casagrande.

Enrico Joppo (presidente dell’Azione Cattolica diocesana) per il Consiglio Pastorale di Orsago e Roberta Baggio moderatrice della Unità pastorale Pedemontana Est hanno espresso l’impegno dei laici delle cinque comunità ad un impegno di partecipazione e di corresponsabilità. Una volontà raccontata anche dalla presenza di un gruppo di chierichetti di Cordignano, dall’animazione del gruppo scout Orsago 1 e dalla Schola Cantorum, dalla concelebrazione di don Luigino Zago e dei diaconi Elio Cao e Luigi Pavan.

Una volontà espressa anche dalla presenza in chiesa della giunta guidata da Fabio Collot. Il sindaco prima di iniziare la messa, sul sagrato, aveva espresso questa medesima intenzione nel discorso di benvenuto: «Oggi, don Claudio, – ha detto il primo cittadino – l’accogliamo con entusiasmo, convinti che insieme potremo continuare quel rapporto di collaborazione tra il Comune e la parrocchia che si basa su valori condivisi come solidarietà, giustizia sociale e inclusione».

(Foto: Qdpnews.it).
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