“Destination Prosecco Unesco”, Colomban: “Basta campanilismi, lavoriamo insieme per far crescere l’industria del turismo”

Come iniziare a provare a rialzarsi dalla crisi economica acuita dall’emergenza Covid?

Per Massimo Colomban, noto imprenditore trevigiano, il Quartier del Piave e l’Alta Marca Trevigiana devono superare i campanilismi, andare oltre la polverizzazione della comunicazione turistica e combattere il fenomeno dei capannoni chiusi, attraendo investimenti con proposte che possano realmente aiutare i giovani a non emigrare all’estero.

Nessuna verità in tasca o bacchetta magica, ma si tratta solamente di consigli che derivano dall’esperienza con la Permasteelisa, nella quale Colomban ha unito 40 aziende con 80 soci di 28 Stati diversi, partecipando alla realizzazione di grandi progetti di rigenerazione urbana.

Per l’imprenditore trevigiano la Regione Veneto e lo Stato devono lavorare insieme per risollevare l’economia locale, anche se ci sono già delle leggi appropriate per finanziare le iniziative dei giovani e attrarre investimenti.

La vera sfida è mettere in un circuito visibile tutti gli stabilimenti vuoti e le aree che possono essere valorizzate ospitando le attività più richieste dal mercato in questo momento.

Colomban si è soffermato sui Comuni dell’area “allargata” delle colline Unesco, spiegando che sono invisibili al mondo se considerati individualmente ma possono avere un certo peso se uniti insieme, partendo dalla diffusione di un messaggio comunicativo che punti sulla “destinazione unica”.

“Unendo una serie di aree tematiche – ha sottolineato Colomban -, partendo dai percorsi cicloturistici, potremmo far diventare questo territorio una ‘destinazione’, ispirandoci a quello che ha fatto l’Alto Adige. È opportuno che l’area Unesco diventi una destinazione: per fare questo bisogna unire le forze. Il Prosecco unito all’Unesco, che ricordo essere l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, i motori di partenza di qualsiasi sviluppo, innovazione ed economia futura”.

In molti hanno parlato dell’unione di tre Patrimoni dell’Umanità, Venezia, le colline Unesco e le Dolomiti, dal punto di vista turistico: anche rispetto a questo tema Colomban crede che l’azione debba essere portata avanti insieme, evitando che ogni realtà lavori per conto suo senza una visione comune del messaggio che si trasmette al mondo.

“Noi abbiamo tantissime persone e tanti campanili – aggiunge Colomban -, anche tante imprese nel campo turistico ma ognuna lavora individualmente: in questa maniera noi facciamo una polverizzazione del messaggio, che vuol dire invisibilità nel mondo globale. La Regione Veneto dovrebbe avere un po’ più di coraggio, quasi costringere a mantenere dei progetti in rete e a fare degli eventi che siano cadenzati e mai sovrapposti, con un calendario unico. Dobbiamo valorizzare la grande opportunità delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 ma anche la vicinanza a Venezia, attirando molte più persone nel territorio”.

Per l’imprenditore volto di CastelBrando, adottando questa prassi il turismo, che è la prima industria del Veneto, potrebbe crescere anche nell’Alta Marca Trevigiana e nel paesaggio delle colline Unesco di Conegliano e Valdobbiadene per una “Destination Prosecco Unesco”

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