I primi 80 anni di monsignor Giuseppe Nadal, il prete gentile sempre al lavoro in tre parrocchie (che oggi e domani lo festeggeranno) e in mezzo alla gente

Di sicuro, questa tappa importante e felice non servirà per fare bilanci. Lo pensano un po’ tutti: gli 80 anni di monsignor Giuseppe Nadal, per tutti semplicemente don Giuseppe, che l’arciprete di Pieve di Soligo festeggia oggi sabato 7 gennaio, rappresentano un traguardo molto bello e pieno di risultati e soddisfazioni, ma soprattutto l’occasione per ripartire con slancio verso mete e obiettivi futuri.

Don Giuseppe è fatto così: attivissimo, impegnato ogni giorno da mattina a sera, instancabile, sempre indaffarato, ottimista e vitale, proteso verso il tempo che verrà, l’oggi e il domani da abitare. Sempre con il sorriso. Perché affronta ogni giorno la vita con la serenità del cuore e la disponibilità all’incontro, alle buone relazioni, all’accoglienza, alla cura della festa, con uno spiccato senso dell’ospitalità verso chiunque richieda una parola di conforto, cerchi un aiuto, esprima pensieri e proposte, si trovi a bussare alla canonica di via Marconi.

Don Giuseppe è fatto così: è entrato nel cuore delle persone, sin dai primi incarichi pastorali in diocesi, poi in missione in Burundi, quindi ancora in Sinistra Piave, perché vive la gentilezza come una dimensione naturale, propria, personale. Partecipa alle vite degli altri, soffre, gioisce, condivide, ringrazia. Ecco: soprattutto la riconoscenza è un suo tratto distintivo. Quanti sentiti e calorosi “grazie” dal pulpito dell’altare del Duomo si sono sentiti nei (quasi) 22 anni della sua presenza alla guida della parrocchia pievigina, per elogiare l’impegno, valorizzare le presenze, dare conto delle collaborazioni con le realtà ecclesiali e civili, cogliere gli aspetti positivi e incoraggiare i motivi di bene.

Mons. Nadal a Roma lo scorso settembre per la beatificazione di Albino Luciani

Tutto questo si è trasferito negli anni nelle parrocchie “sorelle” prima di Solighetto e poi di Refrontolo, le due comunità di cui ha assunto via via la guida pastorale e che sono da tempo ormai nella grande famiglia del neo ottantenne prete, parroco a Susegana prima di arrivare a Pieve di Soligo nel giugno 2001.

La gente ha capito e ricambia di cuore. Per fare un esempio, basterebbe ricordare i recenti eventi che prima a Pieve di Soligo, il 2 giugno 2022, poi a Solighetto l’8 dicembre scorso, e da ultimo a Refrontolo l’altro ieri, hanno accompagnato l’inaugurazione di importanti lavori e interventi di restauro nelle comunità: il calore e l’abbraccio festoso e grato degli applausi spontanei e scroscianti dedicati a don Giuseppe hanno dato il senso di come siano riconosciuti e apprezzati la sua generosità e il suo stile di presenza e servizio in mezzo ai parrocchiani.

Certo, la scuola e la pratica di buone relazioni, anche istituzionali, non sono mancate nella storia personale di don Giuseppe, nativo di Santa Maria del Piave. Infatti, hanno lasciato un buon segno nella sua indole gli anni trascorsi come segretario del compianto vescovo Eugenio Ravignani al tempo guida della Diocesi di Vittorio Veneto, la confidenza con il cugino vescovo Domenico Cancian, le frequentazioni per gli impegni del cardinale pievigino Beniamino Stella, l’opera per la beatificazione, prima, e pastorale poi, di respiro nazionale, nella città che ospita in Duomo le spoglie mortali del sociologo cattolico Giuseppe Toniolo.

Sensibilità, affabilità e concretezza sono virtù riconosciute dell’arciprete pievigino, al quale non mancano di sicuro determinazione, forza d’animo e volontà di raggiungere gli obiettivi prefissati. In effetti, solo il lavoro nell’orto dell’amato “brolo” della canonica riesce a fermarlo e a distrarlo dal suo moto perenne.

Certamente, anche in questa giornata davvero speciale ci sarà per lui il momento di rivolgere un pensiero e una preghiera riconoscente al venerato beato Papa Giovanni Paolo I, il vescovo Albino Luciani che il 29 giugno 1968 lo consacrò sacerdote nella chiesa del suo paese natale. È rimasto un fedelissimo audio dell’omelia di quel giorno dell’allora presule vittoriese, custodito da sempre come una perla preziosa della vita e del cuore.

E saranno tre le occasioni, per le comunità cristiane che egli guida, di ringraziare per l’ottantesimo compleanno di don Giuseppe: oggi alle Messe delle 18 a Refrontolo e delle 19 a Solighetto, domani a quella delle 10 a Pieve di Soligo, a cui seguirà un “Evviva!” in oratorio.

(Foto: archivio Qdpnews.it).
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