Vendemmia alle porte, interessante la qualità delle uve. Nardi: “Questa la mia ultima da presidente”

“Buona vendemmia a tutti” con queste parole si è concluso il videomessaggio rivolto ai produttori del Conegliano Valdobbiadene da parte del Presidente del Consorzio Tutela del prosecco di Conegliano Valdobbiadene, Innocente Nardi.

Un messaggio rivolto a tutti i viticoltori dell’area patrimonio Unesco in un anno particolare, segnato da importanti eventi come l’emergenza Covid-19 che ha influito inevitabilmente sul mercato.

Stiamo per iniziare la vendemmia 2020, che si annuncia particolarmente interessante per la qualità delle uve – afferma il presidente Nardi – ci stiamo avvicinando a fasi importanti della vita del nostro Consorzio come l’assemblea elettiva del 1 ottobre prossimo”.

“La crisi economica conseguente al Covid – spiega il presidente del Consorzio – ci ha imposto di adottare delle scelte importanti per la difesa del valore, del posizionamento della denominazione e del conseguente reddito dei viticoltori. Ci sono state speculazioni verso la nostra denominazione, atteggiamenti che ci hanno imposto di adottare delle misure per garantire ai produttori gli stessi valori dell’uva e del vino dello scorso anno, un obiettivo raggiunto a favore di oltre 3200 viticoltori”.

“Nei primi otto mesi del 2020 si registra un meno 3,8% – continua Nardi – seppur con segno negativo il Conegliano Valdobbiadene si attesta tra le migliori denominazioni in Italia e ciò in una situazione economica molto difficile, un risultato concreto frutto del lavoro di tutti e di solide strategie e di efficaci scelte fatte dal nostro consorzio in questi anni”.

Dal punto di vista dell’impatto ambientale l’annata 2020 conferma il percorso virtuoso del Consorzio, iniziato nel 2011 con l’adozione del protocollo viticolo. Queste scelte a favore della tutela del territorio e contro la demagogia hanno impedito che tra settimane fosse indetto un referendum a scopo propagandistico a Conegliano che avrebbe danneggiato migliaia di persone.

Questa è l’ultima vendemmia che farò da presidente del Consorzio di Tutela del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, – annuncia Nardi – mentre continuerò a farle da viticoltore, orgoglioso di queste colline come è stato in questi anni. È stato un onore e un privilegio rappresentare questa importante denominazione, 9 anni intensi che hanno racchiuso importanti cambiamenti”.

Registrato un aumento di valore e quantità, si è passati dal 2011 da una produzione di 68 milioni di bottiglie ai 92 milioni del 2019 con un valore di 320 milioni ai 524 milioni dello scorso anno con un 20% in più di valore. A questi dati va aggiunto il riconoscimento a paesaggio storico e rurale nel 2016 e a quello di Patrimonio Unesco per le colline di Conegliano Valdobbiadene nel 2019.

Da qualche mese si registrano segnali di tensione all’interno della Denominazione: il presidente si auspica precise proposte per l’intero bene del consorzio: “La logica dei piccoli contro i grandi mina il futuro delle prossime generazioni, le guerre campanilistiche non hanno mai fatto il bene della Denominazione. Cooperare per competere, questo ci hanno insegnati i nostri padri, sostenere chi lavora in condizioni estreme. Le regole applicate fino ad oggi sono state alla base del successo ed è giusto rispettarle per il bene comune” conclude Nardi.

Qui il video integrale del discorso dello scorso anno a Baku da parte del presidente in occasione della proclamazione delle “Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” a patrimonio Unesco.

(Fonte: Francesco Pastro © Qdpnews.it).
(Foto: Consorzio di tutela prosecco Conegliano Valdobbiadene).
#Qdpnews.it

Total
0
Shares
Articoli correlati