Murales e rassegna sul tema della violenza di genere: domani al Careni il primo appuntamento di “Io ti credo”

La violenza nei confronti delle donne non si ferma e durante il lockdown questo fenomeno ha assunto delle sfumature che preoccupano e invitano le istituzioni a riflettere sulla sensibilizzazione della cittadinanza rispetto a questo tema.

Per questo merita attenzione “Io ti credo”, la rassegna culturale e artistica sulla violenza nei confronti delle donne, un’iniziativa promossa dall’assessorato alle pari opportunità del Comune di Pieve di Soligo, dall’Associazione Culturale Careni e dalla Cooperativa “Una casa per l’Uomo” con il Centro Antiviolenza Stella Antares.

Il calendario prevede la proiezione del film “Ti do i miei occhi”, previsto nella giornata di giovedì 15 ottobre, la proiezione del film “Bombhell-La voce dello scandalo”, previsto per giovedì 5 novembre, e lo spettacolo teatrale “Silenzio” di mercoledì 25 novembre.

Tutti gli spettacoli, con inizio alle ore 20.30, saranno ospitati al Cinema Careni e saranno ad ingresso gratuito nel rispetto delle misure per il contrasto al Covid (tutte le informazioni per poter prenotare si trovano a questo link: https://www.cinemacareni.it/roger/prenotazioni).

FOTO DONNE 2

Per l’occasione, nella parete dello sportello antiviolenza del Comune di Pieve di Soligo, ospitato nella Casa delle Associazioni, quattro artisti hanno realizzato un murales sul tema della violenza nei confronti delle donne.

“La violenza di genere – spiegano gli organizzatori – è una realtà tragica che oggi ci interroga. La violenza è conclamata e fisica, subdola e psicologica, privata o pubblica e le sue radici sono socioculturali e psicologiche. Seguire le tracce di ciò che innesca la violenza e comprendere la dimensione relazionale in cui si produce, permette di aumentare la consapevolezza di quanto questa dimensione profonda ci riguardi tutti come genere umano”.

FOTO DONNE 4

“Per questo – continuano – siamo tutti coinvolti nell’affrontarla sia come singoli individui, chiamati a una maggiore capacità di autoregolazione del nostro mondo emotivo e relazionale, sia come società chiamata a costruire forme e progetti di educazione, regolazione e contenimento sociale della violenza”.

“Vedere insieme un film o uno spettacolo teatrale per condividere prima le emozioni del racconto e poi le riflessioni che suscita – concludono -, pensare e discutere insieme orientati dalle riflessioni che dopo verranno proposte, è sia un arricchimento culturale che una modalità da coltivare come antidoto della violenza che invece spesso scatta quando pensiero e dialogo non sono accessibili o hanno fallito”.

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it).
(Foto: Facebook).
#Qdpnews.it

Total
0
Shares
Articoli correlati